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Quesito della Settimana

 
 
 

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Riconoscimento successivo del padre

 
 
 

DOMANDA:

 

Mi è stato richiesto di procedere a riconoscimento da parte del padre di un figlio di anni diciassette gia' in precedenza riconosciuto dalla madre.
Come procedere? Oltre alla madre deve dare il consenso anche il diciassettenne e quindi inserirlo o meno nell'atto di
nascita parte II S.B?

 
 
 

RISPOSTA: (a cura di Lorella Capezzali)

 

Il riconoscimento è un atto mediante il quale uno o entrambi i genitori trasformano il fatto della procreazione (di per sé insufficiente per creare un rapporto giuridico) in uno stato di filiazione (figlio riconosciuto) che è rilevante per il diritto.

L'art. 254 del C.C. disciplina la forma del riconoscimento e recita: "Il riconoscimento del figlio è fatto nell'atto di nascita, oppure con una apposita dichiarazione, posteriore alla nascita o al concepimento, davanti ad un ufficiale dello stato civile o in un atto pubblico o in un testamento, qualunque sia la forma di questo."

Per il riconoscimento di minore ultra quattordicenne non necessita il consenso del genitore che lo ha riconosciuto per primo, ma l'assenso dello stesso figlio che rende efficace il riconoscimento stesso.

Ai sensi del secondo comma dell'art. 250 c.c.: l'assenso del figlio diviene condizione di efficacia, nel senso che anche in mancanza, il riconoscimento deve essere ricevuto ugualmente, è perfettamente valido, ma non produce effetti fino a quando il figlio non presti il suo assenso.
Occorrerà acquisire gli estratti per copia integrale dei due atti nascita degli interessati, per il padre per individuare la capacità di agire, per il figlio per accertare l'assenza della paternità verificando quindi che non sussistano gli impedimenti di cui agli artt. 251 e 253 c.c. -

La formula da utilizzare è la n. 109 del dm 5/4/2002.
Ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 262 c.c. il cognome del minore non subisce modifiche il quanto l'ufficiale dello stato civile non ha alcuna competenza in merito. Qualora i genitori volessero modificarlo, sarà cura dei medesimi attivarsi con ricorso in volontaria giurisdizione presso il competente Tribunale ordinario.

 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 

Questo quesito è stato liberamente tratto da uno dei quesiti a cui gli Esperti ANUSCA rispondono on line a tutti gli associati. Nel caso in cui gli utenti ravvisassero degli errori o delle imprecisioni, sono pregati di comunicarlo via mail a: coordinamentoquesitionline@anusca.it