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Dal sito del MInistero dell'Interno si riporta la new su:"
Presentato al Viminale dal sottosegretario De Stefano il report semestrale del commissario straordinario del governo Penta. Sempre più stretta la collaborazione con i familiari e le associazioni, fondamentale lo sviluppo delle metodologie

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Dal 2007, anno di istituzione del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse, crescono al ritmo di 9.000 all'anno le denunce, per una media di circa 25 al giorno. Il raffronto incrociato tra i dati della IX relazione semestrale del Commissario, presentata questa mattina a Roma, al Viminale, dal sottosegretario all'Interno Carlo De Stefano e dal commissario in carica Michele Penta, fa emergere tanti aspetti di un fenomeno «sempre più alla ribalta presso l'opinione pubblica anche in virtù dei media», come lo definisce De Stefano.
Il sottosegretario, intervenuto in rappresentanza del ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri impegnata nel frattempo a Palazzo Chigi, ha ricordato anche come questa crescente attenzione, insieme all'impulso di molte associazioni, una per tutte Penelope,  si è tradotta in un «interesse normativo», con una serie di proposte di legge spesso unificate e con percorsi parlamentari a volte «tormentati», vista la delicatezza della materia.
Un iter che ha condotto alla fine ad una proposta, una «piccola - si compone di un solo articolo - ma grande legge» che sancisce il riconoscimento del fenomeno da parte dello Stato e definisce le funzioni del commissario straordinario, ha spiegato De Stefano, annunciando che il relativo disegno di legge dovrebbe essere varato definitivamente oggi pomeriggio al Senato.
 
I dati in sintesi
Veniamo ai dati, con la premessa sulla rilevazione fatta da Penta:  la rilevazione è partita nel 1974 con la creazione di una banca dati interforze, mentre le verifiche sull'andamento semestrale del fenomeno sono partite nel 2007, rendendo possibili analisi più complesse utili anche per trarne indicazioni.
È il caso, ad esempio, del dato regionale sui minori scomparsi per allontamento da comunità/istututi o dalle famiglie, che vede la Campania al primo posto con 339 scomparsi ancora da ricercare (dal 1° gennaio 1974 al 30 giugno 2012). Il fatto può essere indicativo dell'alto disagio percepito, e dell'utilità di politiche di sostegno alle famiglie, contro la dispersione scolastica e di risanamento del tessuto sociale. A livello complessivo, invece, il primato, «da diversi anni nello stesso ordine», va al Lazio, seguito da Lombardia, Campania, Sicilia e Puglia.
Partendo dal dato generale, 115.366 persone scomparse dal gennaio 1974 al giugno 2012, delle quali 89.913 ritrovate, mentre 25.453 «mancano all'appello», si  può constatare che gli stranieri superano gli italiani (16.057 contro 9.396), mentre i maggiorenni sono più dei minorenni (14.855 rispetto a 10.598). Tra questi ultimi, i minori stranieri non accompagnati - prevalentemente romeni seguiti dagli afghani - sono quasi 7 volte gli italiani, e questo è dovuto alla grande incidenza, tra le cause di scomparsa, dell'allontanamento da comunità o istituti (16%). Il fenomeno raggiunge il picco in Sicilia, terra di primo approdo di migranti, con 558 casi di minori non ancora ritrovati dal '74 al giugno scorso.
Per quanto riguarda, in generale, le motivazioni della scomparsa, nel 69% dei casi non sono determinate, ma ciò, ha spiegato Penta, è dovuto al  fatto che fino al 2007 spesso non venivano indicate nella denuncia. Per il resto, oltre al 16% dovuto ad allontanamento da comunità, nel 12% dei casi si tratta di allontamento volontario. Solo nel 2% dei casi la scomparsa è da attribuire a disturbi psicologici, e solo 89 casi sono ricollegati a un reato. Nell'1% dei casi, infine, e parliamo soprattutto di bambini, la scomparsa è dovuta a sottrazione del minore da parte di un coniuge, dato registrato in aumento. Nel caso di coniuge straniero, ha ricordato il commissario Penta, entra in gioco la task force creata al ministero degli Affari esteri, di cui fanno parte anche ministero dell'Interno e della Giustizia.
Conclude la panoramica sulla relazione una new entry, cioè la tabella che suddivide i casi per anno di scomparsa e fasce di età. Un'elaborazione utile, ha spiegato Penta, ad esempio nel caso di scomparsa, involontaria, di persone malate di morbo di Alzheimer, per le quali è stato sperimentato con successo un dispositivo eletrronico che ne segnala l'allontanamento da una certa area consentendo di rintracciare i familiari o attivare le Forze dell'ordine.
C'è da segnalare anche un dato positivo: nel raffronto tra i dati a disposizione e quelli al 31 dicembre 2011, il numero delle persone ritrovate è aumentato in percentuale (5,54%) più del numero delle scomparse denunciate (4,78%).
Funzioni e attività del commissario straordinario del Governo
Un altro aspetto interessante legato alla relazione semestrale riguarda le funzioni del commissario, sempre più «punto di riferimento per i familiari degli scomparsi»: dai 300 'fascicoli' aperti su loro impulso che Penta ha trovato nel 2009 all'inizio dell'incarico ai 1860 di oggi (1065 relativi a maggiorenni, 795 a minorenni).
Il commissario funge inoltre da raccordo tra le istituzioni competenti - e per questo c'è un tavolo interforze permanente - e tra queste e  le tante associazioni che si occupano del fenomeno.
Referenti preziosi a livello territoriale sono le prefetture, anche tramite le quali è stata realizzata già al 90% la pianificazione provinciale prevista dalle Linee guida diramate dal Commissario straordinario nel 2010 e finalizzata ad omogeneizzare le modalità di indagine, ha spiegato rispondendo ad una domanda Penta, che non esclude in futuro la possibilità di una sorta di 'vademecum' a livello nazionale. Un riconoscimento al lavoro delle prefetture è arrivato anche dal sottosegretario De Stefano e dal presidente di Penelope Elisa Pozza Tasca, presente in sala insieme ai vertici del ministero dell'Interno: il sottosegretario Giovanni Ferrara, il capo di Gabinetto Giuseppe Procaccini, il capo della Polizia Antonio Manganelli, i capi dipartimento per le Politiche del personale e dei Vigili del fuoco Luciana Lamorgese e Francesco Paolo Tronca, il capo del Corpo nazionale Vvf Alfio Pini.
Ultimo, ma non meno importante, il ruolo propulsivo del commissario del Governo, che tra le altre cose ha istituito subito il Registro dei cadaveri non identificati (831 al 30 giugno 2012), un problema, secondo Penta, 'serio, grosso', visto che 'se ne trova uno al giorno'. La sua utilità, dal 2010, è accresciuta dal Risk, il sistema che incrocia i dati sulle persone scomparse con quelli del registro cadaveri, mentre per i casi precedenti al 2007, le verifiche sono fatte dallo staff del Commissario con un lavoro di ricerca sui referti dei medici legali."



 
 
 
Valentini Alessio.