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Quesito della Settimana

 
 
 

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Residenza della badante coabitante

 
 
 

DOMANDA:

 

Una signora che fa la badante con contratto regolarmente stipulato con una signora anziana vorrebbe chiedere la residenza nel mio comune presso la casa dove assiste la signora anziana appunto. Quest'ultima però non è residente in quella casa ma per motivi imprecisati è residente in un'altra città. In quella casa è residente però la figlia della signora anziana. Il mio problema non è tanto l'iscrizione della badante che se dimostra come penso la dimora abituale verrà iscritta in anagrafe ma è la signora anziana che dovrebbe avere anch'essa la residenza in quella abitazione altrimenti che famiglia coabitante è?

 
 
 

RISPOSTA: (a cura di Romano Minardi)

 

Cerchiamo di fare chiarezza.
1. La badante ha diritto (anzi, per la normativa anagrafica è un obbligo!) di essere iscritta nel luogo dove, di fatto, abita. Peraltro, anche se coabita con altre persone (in questo caso la figlia della signora che l'ha assunta come badante) deve formare una famiglia anagrafica autonoma. Si ricorda che l'art. 4 del DPR n. 223/89 prevede la NECESSITA' che, per formare una famiglia anagrafica, fra i componenti della stessa sussistano DUE requisiti che devono essere entrambi posseduti:
a) la coabitazione;
b) uno fra i vincoli indicati dallo stesso art. 4 e cioè, matrimonio, unione civile, parentela, affinità, adozione, tutela o vincoli affettivi. Pertanto, se la badante non dichiara di avere vincoli affettivi con le persone con le quali coabita, non solo può, ma DEVE formare famiglia autonoma e separata, pur essendo iscritta allo stesso indirizzo delle persone con le quali coabita.
2. La figlia della signora che "dovrebbe" essere assistita dalla badante, se non lo è già, DEVE essere iscritta in anagrafe nell'abitazione dove abita, di fatto; ovviamente, dovrà essere iscritta nello stato di famiglia della madre (se quest'ultima non viene cancellata, in quanto in realtà non abita in quella abitazione). Perciò, la figlia deve essere invitata a presentare domanda di iscrizione anagrafica e, se rifiuta di farlo, l'ufficiale d'anagrafe DEVE iscriverla con provvedimento d'ufficio! (articoli 4 e 5 della legge n. 1228 del 1954).
3. La signora che risulta attualmente iscritta nel luogo dove, invece, ci abitano solo la figlia e la badante, DEVE ESSERE CANCELLATA DAL LUOGO DOVE, DI FATTO, NON ABITA, per essere iscritta nel comune dove, di fatto, abita! L'anagrafe è una cosa seria e deve essere una "FOTOGRAFIA" della situazione abitativa di tutte le persone! Evidentemente, questa signora avrà i suoi motivi per voler restare iscritta in una abitazione dove, di fatto, non abita; ebbene, come già ricordato, l'ufficiale d'anagrafe deve "tenere in regola l'anagrafe" e, ai sensi dei già citati articoli 4 e 5 della legge n. 1228, ai quali si aggiunge l'art. 15 del DPR n. 223/89, ha il preciso obbligo di segnalare il trasferimento della residenza della signora al collega del comune dove la signora, di fatto, abita; quest'ultimo dovrà invitare la signora a rendere la dichiarazione di residenza e, se non lo farà, dovrà iscrivere questa signora, d'ufficio, nel luogo di effettiva residenza!
In fondo, è tutto molto semplice; basta seguire e applicare il principio fondamentale che regola la corretta tenuta dell'anagrafe, che è questo: TUTTE LE PERSONE DEVONO OBBLIGATORIAMENTE, VOLENTI O NOLENTI, ESSERE ISCRITTE IN ANAGRAFE NEL LUOGO DI EFFETTIVA DIMORA ABITUALE!!!

 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 

Questo quesito è stato liberamente tratto da uno dei quesiti a cui gli Esperti ANUSCA rispondono on line a tutti gli associati. Nel caso in cui gli utenti ravvisassero degli errori o delle imprecisioni, sono pregati di comunicarlo via mail a: coordinamentoquesitionline@anusca.it