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di Venerdì 21 Luglio 2006 |
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La gestione dell’anagrafe in Austria -
Ad EuroPA l’ANUSCA ha dato voce
agli altri Paesi europei
di Liliana Palmieri
Una disciplina anagrafica che vuol essere al passo coi tempi non può ignorare il quadro normativo, sociale e tecnologico nel quale è destinata ad incardinarsi ed a produrre effetti; soprattutto, non può trascurare l’appartenenza dell’Italia all’unione europea.
Tale considerazione ha indotto da anni Anusca ad ampliare il suo sguardo, per confrontarsi con le altre realtà europee e trarre elementi utili dall’analisi dei modelli gestionali in uso oltrefrontiera.
Dopo avere portato ad EuroP.A. nel 2005 i rappresentanti dei Ministeri dell’Interno di Slovenia e Ungheria per illustrare la loro gestione anagrafica, è stata quest’anno la volta di Austria e Olanda.
A Rimini, Oswald Kessler, direttore della ripartizione anagrafe centralizzata del Ministero dell’Interno austriaco, ospite di Anusca, ha illustrato, seppure nelle sue linee più essenziali e significative, il relativo sistema di gestione del servizio anagrafico.
Alla base della strategia adottata dal Governo austriaco vi è una scelta di fondo ben precisa: quella di affiancare alle anagrafi comunali l’anagrafe centralizzata della popolazione residente. In sostanza le registrazioni relative ai singoli cittadini, dopo le variazioni eseguite dai Comuni, confluiscono direttamente in un data base centrale, gestito dal Ministero dell’Interno con il supporto tecnico di una società specializzata. I tratti caratterizzanti di tale sistema sono per certi versi simili a quelli che hanno ispirato la creazione del nostro Indice Nazionale delle Anagrafi; tuttavia mentre l’INA promuove la circolarità delle informazioni anagrafiche relative a tutti i cittadini, italiani e stranieri, residenti in Italia, ma gestisce solo alcuni dati fondamentali del cittadino, il sistema austriaco è congegnato in maniera tale da registrare a livello centrale tutti i dati della popolazione che costituiscono oggetto di registrazione anagrafica: in sostanza questo sistema rappresenta l’equivalente della sommatoria ideale delle nostre anagrafi comunali.
I vantaggi della gestione centralizzata dei dati anagrafici sono facilmente intuibili; anzitutto è garantita l’immediata “reperibilità” della persona, per cui in qualunque momento è possibile conoscere dove abita un cittadino e com’è dislocata la popolazione nel territorio nazionale. Risulta evidente, poi, la particolare efficienza del sistema di elaborazioni statistiche che può contare su una banca dati costantemente aggiornata su base nazionale.
Chiaramente, un sistema così congegnato richiede idonee misure di sicurezza, soprattutto di tipo informatico, che garantiscano l’integrità, l’autenticità e la sicurezza dei dati. Per tale motivo è stata studiata una precisa mappatura degli accessi che consenta di monitorare, in maniera sistematica, la tipologia degli accessi e, sotto il profilo dell’aggiornamento dei dati, il nominativo che ha eseguito l’ultima variazione anagrafica.
La gestione centralizzata adottata in Austria può vantare un risultato veramente incisivo in termini di efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa: tutte le variazioni che riguardano i cittadini vengono recepite in tempo reale dal sistema centrale, al quale possono poi attingere tutti gli altri soggetti pubblici e, a determinate condizioni, anche i privati. E’ chiaro che questo determina un forte abbattimento dei costi e dei tempi di esecuzione dei vari adempimenti. Un ulteriore vantaggio è rappresentato dal fatto che, grazie a questa gestione centralizzata, il cittadino non deve mai portare con sé una miriade di carte e documenti ogni volta che si presenta ad una pubblica amministrazione, poiché quest’ultima ne ha già la disponibilità immediata. Si tratta, probabilmente, della realizzazione di quello che nel nostro ordinamento è un obiettivo inseguito, a fatica, per decenni e solo in minima parte realizzato con le varie leggi di semplificazione, a partire dalla storica legge n. 15/1968.
Naturalmente un aspetto importante è dato dai costi di realizzazione e di gestione di questo sistema: nel caso austriaco è stata operata una scelta quanto mai opportuna, poiché i costi non vengono sostenuti dagli enti locali ma dal governo centrale, che ha affrontato la spesa dell’impianto iniziale, dello sviluppo del sistema operativo e di quanto necessario per la messa a regime; in quest’ottica si colloca anche la scelta di lavorare con strumenti “open source”. Inoltre, il sistema si finanzia, a regime, in gran parte con il costo sostenuto dai privati per l’accesso ai dati, attualmente quantificato in 3 euro per ciascun accesso, mentre per gli Enti pubblici non è previsto nessun tipo di pagamento.
Dall’analisi, necessariamente sommaria, della gestione dell’anagrafe in Austria si può tracciare un bilancio piuttosto positivo, confermato dal fatto che nell’arco di 5 anni il sistema è stato progettato, realizzato e messo a regime. Tuttavia non può trascurarsi una nota critica: si assiste infatti ad una mortificazione delle realtà locali, soprattutto dei comuni, che nel nostro ordinamento sono il cuore dei servizi ai cittadini, rappresentandone da sempre gli interlocutori privilegiati, mentre in Austria si trovano relegati ad un ruolo molto più marginale, almeno per quanto concerne la gestione dei servizi alla popolazione. Tuttavia, su questo aspetto si dovrebbe aprire un ampio dibattito che andrebbe necessariamente ad investire l’analisi delle differenze esistenti fra due diversi sistemi giuridico-costituzionali, la suddivisione dei poteri fra Stato ed enti locali, il sistema complessivo di erogazione dei servizi ai cittadini.
Un’ulteriore osservazione scaturisce, infine, da questa rapida analisi: un’eventuale evoluzione del sistema di gestione delle anagrafi nella direzione intrapresa dal governo austriaco non può trascurare un altro fattore di portata decisiva, ossia la profonda diversità che esiste fra la realtà italiana e quella austriaca, non solo sul piano della diversa consistenza demografica dei due Paesi (8,3 milioni di abitanti per l’Austria contro i poco meno di 60 milioni per l’Italia) ma anche dal punto di vista territoriale, con una estensione ed una eterogeneità geografica neppure minimamente paragonabili.
Ultim’ora Il Presidente della Camera ha aderito al Comitato d’Onore 26° Convegno nazionale ANUSCA – Fiuggi 13-17 novembre
Proprio al momento di andare in stampa, abbiamo ricevuto la graditissima conferma dell’adesione del Presidente della Camera, on. Fausto Bertinotti, al Comitato d’Onore del 26° Convegno nazionale di ANUSCA.
Il dr. Guglielmo Romano, Consigliere Capo della Segreteria del Presidente della Camera dei Deputati, in data 30 giugno ha inviato una lettera al presidente Paride Gullini, nella quale, oltre all’adesione al Comitato d’Onore del Convegno nazionale in programma dal 13 al 17 novembre a Fiuggi, il Presidente Bertinotti “formula fin d’ora gli auguri per la migliore riuscita dell’iniziativa”.
XXVI° Convegno Nazionale ANUSCA
13 - 17 Novembre 2006
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