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di Venerdì 17 Febbraio 2006 |
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Agli occhi dell’osservatore meno attento, parlare del 25° Convegno nazionale ANUSCA di Merano, ormai concluso, rischia di apparire una scontata operazione di retorica e nostalgica rievocazione di un evento di grande successo, ma che ormai potrebbe essere considerato acqua passata. In realtà non è così. Infatti, un’esperienza come questa, che abbiamo vissuto non può essere riposta nel cassetto dei ricordi senza trarne frutto e senza l’auspicio che tutti gli operatori dei servizi demografici abbiano la possibilità di sperimentarla, nonostante le difficoltà finanziarie in cui versano i comuni.
Queste righe vogliono rappresentare una forma di condivisione anche con coloro che non hanno partecipato ai lavori del convegno, ma vivono quotidianamente le problematiche che sono state oggetto di analisi e approfondimento. Non è facile tracciare una sorta di bilancio di un’occasione straordinaria come il convegno di Merano, dai numeri assolutamente reali (1846 partecipanti), tutt’altro che gonfiati con proclami propagandistici, ma confermati, in concreto, dalla prorompente presenza di quanti con la loro fattiva partecipazione hanno reso questo appuntamento un’esperienza da ricordare con vero piacere.
Le innumerevoli proposte e iniziative che hanno arricchito questa venticinquesima edizione si sono susseguite ad un ritmo incalzante, quasi frenetico, a testimonianza che il variegato mondo dei servizi demografici, lungi dal vivere una fase di riflessione o di stagnazione, è invece in pieno fermento, proiettato com’è verso un turbine di scadenze, novità, appuntamenti importanti, su cui si sta realmente giocando il destino di questo settore strategico della pubblica amministrazione.
Le numerose tematiche previste nel nutritissimo programma devono essere valutate sotto un duplice, distinto approccio: dalla parte degli amministratori da un lato edal punto di vista degli operatori dall’altro. Per i primi si tratta di una formidabile opportunità per conoscere più da vicino il complesso ma ancora poco conosciuto mondo dei servizi demografici, per apprezzare e valorizzare quella che è e deve essere intesa come una carta vincente piuttosto che come un fardello pesante ma inevitabile che ogni amministrazione comunale deve obbligatoriamente gestire. Dalla maggiore conoscenza e dalla percezione diretta delle specifiche problematiche dei servizi demografici non può che scaturire un beneficio per tutti, amministratori e amministrati.
Per gli operatori si è trattato di una ghiotta occasione non solo di approfondimento e di aggiornamento professionale, ma anche di una opportunità preziosa per fare tesoro di tutti quegli spunti e quelle sollecitazioni offerte dal ricchissimo calendario dei lavori.
Il rapido succedersi di progetti, norme, novità richiedono oggi più che mai una attenzione particolare, per cui non ci si può più crogiolare sull’esperienza acquisita in tanti anni di lavoro, ma è inevitabile rimettersi continuamente in discussione e ampliare i propri orizzonti.
Da un’esperienza così ricca qual è un convegno nazionale, che può contare su numeri così prestigiosi e difficili da eguagliare, scaturisce una riflessione e un invito a ripensare la funzione e le finalità di un’occasione così importante: contrariamente a quanto ritenuto da molti, il convegno nazionale non può essere concepito e, dunque, fruito, unicamente in termini di strumento di formazione e aggiornamento professionale. Certo, c’è stato ampio spazio anche per questo, e lo hanno dimostrato lestraripanti presenze che hanno caratterizzato le varie manifestazioni collaterali. Accanto a queste e in forma mirata vi sono le giornate di studio, i seminari, i convegni provinciali e regionali, i corsi, ossia quella miriade di iniziative che nel corso dell’anno Anusca organizza in ambito locale.
Il convegno, in realtà, è molto di più: è l’occasione per il dialogo, il confronto, le proposte per una diversa progettualità in ambito comunale. Tutte quelle iniziative che talvolta vengono sottovalutate e liquidate come attività di immagine e di rappresentanza, costituiscono invece un’opportunità da cogliere per trasformare positivamente il nostro lavoro, per conferirgli quel valore aggiunto che gli operatori ben conoscono ma che le amministrazioni comunali talvolta fanno fatica a percepire.
Non si può più stare alla finestra e attendere che altri ci portino in casa risultati, conquiste, valorizzazione del servizio. E’ necessario, infatti, sforzarsi di diventare artefici della evoluzione del nostro ruolo professionale, sfruttando tutte quelle opportunità che occasioni come il convegno nazionale possono offrire.
Per questo, anche quelle iniziative che presentano un taglio meno tecnico ma più propositivo e programmatico vanno vissute come occasioni particolari, con presenze di grande prestigio come le delegazioni straniere, quest’anno ben undici, che portano in casa nostra il loro vissuto professionale, condividendo con noi e mettendo a disposizione la loro esperienza: in questo particolare momento storico, l’appartenenza dell’Italia all’unione europea non può consentire di restarcene chiusi nel nostro ristretto ambito nazionale, ma ci impone di allargare gli orizzonti e di confrontarci con le altre realtà sopranazionali, per analizzare e adottare soluzioni che si pongano in armonia con i principi e le legislazioni degli altri paesi.
Basti pensare a quanti e quali complessi risvolti abbiano le norme comunitarie, ad esempio in materia di riconoscimento di sentenze di divorzio (Reg. CE 2201/2003) o agli interventi della Corte di giustizia europea, a cui anche i giudici nazionali stanno ispirandosi, per comprendere appieno quanto sia importante aprirsi a queste nuove prospettive.
Inoltre, la sempre più nutrita partecipazione dei massimi esponenti delle istituzioni statali rappresenta una forte testimonianza del profondo rapporto di fiducia e collaborazione che si è venuto instaurando nel corso degli anni fra ANUSCA e gli organi dello stato. Segno tangibile che l’impegno e la professionalità che in questi anni ANUSCA non ha certo risparmiato, trova riconoscimenti autorevoli non solo da parte del Ministero dell’Interno, che è l’interlocutore istituzionale degli operatori demografici, ma anche di tutti quei soggetti istituzionali che in misura più o meno incisiva, si trovano ad avere relazione con la nostra attività: la Presidenza del consiglio dei ministri, l’Istat,l’autorità giudiziaria, il garante della privacy, solo per citarne alcuni.
In effetti, si tratta di iniziative difficilmente replicabili in ambito locale, sia per il numero che per il prestigio degli ospiti, ma di grande importanza poiché è grazie ad iniziative come queste che gli operatori, con la loro partecipazione, mettono una seria ipoteca sul loro futuro. Non basta ripetere agli altri e a se stessi che il lavoro dell’operatore demografico ha subìto profonde trasformazioni nel corso degli anni.
Da esecutore e scrivano, sia pure preciso e puntiglioso, oggi l’operatore demografico non può più essere definito tale, poiché si sta trasformando in un funzionario poliedrico e duttile, che svolge le numerose e complesse funzioni attribuitegli con un bagaglio culturale e professionale di grande spessore; è l’artefice di una funzione statale radicata sul territorio comunale ma già proiettata in Europa e nel resto del mondo.
Però per compiere questo salto di qualità è necessario cambiare una forma mentale che è piuttosto difficile da modificare. Esiste ancora, ed è piuttosto resistente, uno zoccolo duro che si ostina a concepire il proprio lavoro come composto sì di mille competenze, ma con una forma di resistenza alle innovazioni, ad una evoluzione del proprio complesso compito.
Non è più sufficiente essere professionisti preparati e operatori solerti: è necessario, invece, un profondo ripensamento del proprio ruolo ed una decisa apertura mentale, dote oramai irrinunciabile per questa delicata professione.
Da molte parti si solleva l’obiezione che il nostro lavoro sia penalizzato dalla scarsità, spesso gravissima, di risorse umane, finanziarie e tecnologiche.
Questo è vero. Indubbiamente i nostri servizi risultano spesso più penalizzati di altri; tuttavia, la lamentela fine a se stessa non produce molto frutto. E’ importante invece affrontare le difficoltà con un grande spirito di coesione da parte della categoria, cogliendo le novità che si stanno affacciando nei nostri uffici come un’opportunità, anziché come un appesantimento, come qualche volta si è tentati di fare. E come un’opportunità vanno colte tutte quelle sollecitazioni, proposte, progetti che vengono presentati e discussi proprio in occasione del convegno.
Perché è importante tornare a casa con qualche risposta o nozione in più, che comunque Anusca non ha mai fatto mancare nel corso dell’anno ai propri soci, ma è sicuramente più importante trarre profitto dal confronto con le esperienze straniere, dalle progettualità dei comuni più grandi, dagli spunti di riflessione offerti da studiosi autorevoli.
Abbiamo appena salutato il 2005, un anno altamente positivo per ANUSCA, con ottimi risultati che premiano il lavoro e l’impegno profuso al fianco degli operatori dei Servizi Demografici. Vedere riconosciuti gli sforzi dell’Associazione, da parte di chi lavora quotidianamente nel settore, è sicuramente il premio più ambito e la migliore ricompensa.
E’ appena partita la campagna di tesseramento 2006 e la novità principale per i Comuni è la creazione di una nuova quota (denominata “C”) che, oltre ad inglobare naturalmente i servizi della quota “B” (rimasta invariata, come la “A”, nei prezzi), si caratterizza per due servizi assolutamente nuovi ed esclusivi: a) Le convenzioni internazionali, banca dati con ricerca tramite parole chiave di tutte le Convenzioni Internazionali in materia di Servizi Demografici; b) Il bollo on-line, prontuario on-line in materia di Imposta di Bollo corredato da tutti i riferimenti normativi.
Parliamo del “bollo on-line”. L’ufficio anagrafe, per la particolarità della propria attività, deve garantire accoglienza, informazione, partecipazione e tutela attraverso l’attività di front-office e di back-office. In particolare, dove emergono delle contraddizioni, come nel caso dell’applicazione dell’imposta di bollo, occorre coniugare i bisogni e le aspettative del cliente utente con le esigenze imposte dall’applicazione della normativa vigente. ANUSCA, tenendo conto del fatto che gli operatori dei servizi demografici hanno la necessità di fornire servizi ai cittadini con elevati standard di qualità, ha sviluppato la tematica relativa all’imposta di bollo on-line con l’intento di fornire un utile strumento in grado di cambiare le modalità di erogazione dei servizi al cittadino. Basterà semplicemente digitare l’uso per il quale è richiesto un documento e sarà visualizzata immediatamente la relativa normativa che ne determina il pagamento dell’imposta di bollo o l’esenzione.
Il nuovo servizio di ANUSCA proposto ai soci 2006 restituisce in modo automatico certezza sia al cittadino che agli operatori circa la conferma che la fase di lavorazione attivata dagli uffici interessati al procedimento richiesto dal cittadino è esatta e quindi rende trasparenza all’attività amministrativa. Un consiglio: non aspettate a scoprire i vantaggi del bollo on-line, favorendo l’incontro tra professionalità e rapporto con l’utente.
Informiamo con grande soddisfazione i colleghi Ufficiali elettorali che è in corso di diffusione, attraverso gli UTG, una circolare del Ministero dell'Interno che invita le Commissioni elettorali comunali ad avvalersi della facoltà di delega delle funzioni relative alla tenuta delle liste elettorali a un funzionario del Comune, riservando alle Commissioni stesse soltanto la tenuta dell'albo e la nomina degli scrutatori.
Questa indicazione del Ministero dell'Interno va nella direzione da noi proposta in occasione del nostro XXV Convegno nazionale, ed inoltrata alle superiori Autorità, a difesa della figura e della professionalità degli Ufficiali elettorali, per una separazione tra le funzioni amministrative connesse con la tenuta delle liste elettorali, che vengono nuovamente affidate all'Ufficiale elettorale e quelle che presentano aspetti “politici", chesono demandate alle Commissioni elettorali comunali.
Nell’ultima decade di gennaio ANUSCA organizza giornate e pomeriggi di studio a: Chions (24/1), San Giuliano Milanese (31/1), Castel San Pietro Terme (31/1), Padova (1/2), San Giuliano Terme (1/2), Alba (1,3,8/2), Asti (3/2), Trofarello (7/2), Genova (8/2), Parma (9/2). Il 27 gennaio e 3 febbraio convegno interprovinciale a Osoppo, 1-8 febbraio seminario di studio a Pavia. Per tutte le informazioni utili sulle iniziative: www.anusca.it - tel. 051.944641