di Venerdì 21 Aprile 2006

Il 30 aprile 2006 è l’ultimo giorno utile per il recepimento della Direttiva U.E.
Presto realtà la libera circolazione dei cittadini dell’Unione europea

di Nicola Corvino

Il prossimo 30 aprile è il termine entro il quale lo Stato italiano dovrà recepire la Direttiva n. 2004/38/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione europea, del 29 aprile 2004 sul diritto dei cittadini dell'Unione e loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri.

Tale Direttiva, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 29 aprile 2004, ha imposto a tutti gli Stati membri dell’Unione di adeguarvisi, adottando le necessarie disposizioni legislative, regolamentari e amministrative.

La fonte comunitaria, oltre a codificare e consolidare una materia tanto complessa, precedentemente disciplinata da due regolamenti e nove direttive, ha il merito di semplificare le condizioni e gli adempimenti connessi alla libera circolazione delle persone all’interno dei Paesi aderenti all’Unione e di generare ulteriori diritti, nonché di aprire nuovi orizzonti nell’affrontare le tematiche specifiche e, non ultima, la rielaborazione del Regolamento anagrafico.

A tal riguardo, la bozza, curata dalla Commissione insediatasi preso il Viminale e della quale fanno parte anche alcuni esperti Anusca, è in fase di ultimazione e sarà presto illustrata a tutti gli operatori del settore.

La direttiva, partendo dal presupposto che la cittadinanza dell'Unione dovrebbe costituire lo status fondamentale dei cittadini degli Stati membri, riconosce a ciascun cittadino dell'Unione “il diritto primario e individuale di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri”, con le limitazioni e le condizioni previste dal trattato istitutivo della Comunità europea e dalle disposizioni adottate in applicazione dello stesso e definisce la libera circolazione delle persone come “una delle libertà fondamentali nel mercato interno che comprende uno spazio senza frontiere interne nel quale è assicurata tale libertà secondo le disposizioni del trattato”.

E’ previsto, inoltre, che il diritto di soggiorno permanente, acquisibile dopo cinque anni di soggiorno nel Paese ospitante, equipari il titolare al cittadino in tutti i diritti, esclusi quelli politici e si perda solo in caso di un'assenza della durata superiore a due anni consecutivi dallo Stato membro ospitante.

Il diritto è estensibile ai familiari, anche privi della cittadinanza di uno Stato membro, i quali beneficiano delle condizioni riservate al cittadino che accompagnano. A tal fine, è ritenuto familiare anche il partner che abbia contratto un’unione registrata, “qualora la legislazione dello Stato membro ospitante equipari l’unione registrata al matrimonio”. Ogni familiare può essere soggetto all'obbligo del visto di breve durata o del permesso di soggiorno, ritenuto equivalente ad esso, ai sensi del regolamento (CE) n.539/2001.

Il permesso di soggiorno è soppresso per il cittadino di un Paese membro dell’Unione europea e il possesso della carta di soggiorno dovrebbe essere limitato ai familiari del cittadino dell'Unione, non aventi la cittadinanza di uno Stato membro, per i soggiorni di durata superiore ai tre mesi.

Fino a tre mesi il soggiorno non è subordinato ad alcuna condizione, mentre per un periodo superiore lo Stato ospitante può imporre al medesimo cittadino l’iscrizione “presso le autorità competenti del luogo di residenza, comprovata da un attestato d'iscrizione rilasciato a tal fine”, previa osservanza di alcune specifiche prescrizioni indicate nell’art. 8, comma 3, della direttiva.

L’attestato dovrà contenere l’indicazione precisa del nome e del domicilio della persona iscritta e la data dell’avvenuta iscrizione. L'eventuale mancata iscrizione rende l'interessato passibile di sanzioni proporzionate e non discriminatorie.

Risulta evidente che tale adempimento nel nostro Paese non può che essere rappresentato dall’iscrizione anagrafica, configurandosi nella fattispecie come un l’esercizio di un tipico diritto-dovere, che può estrinsecarsi, quindi, alle stesse condizioni richieste per i cittadini italiani e senza l’obbligo di presentazione del titolo di soggiorno. Conseguentemente, dopo l’avvenuto recepimento della direttiva nel diritto interno, verràmeno anche l’obbligo di rinnovo della dichiarazione di dimora abituale, la cui applicabilitàè stata sempre oggetto di discussione e di divisione degli operatori anagrafici.


Il conflitto dei nomi in Europa

All’esame del Congresso Europeo degli Ufficiali di Stato Civile

di Primo Mingozzi

L’avanzamento del processo di unità europea pone nuove problematiche per lo stato civile dei Paesi della comunità. I Paesi, ma soprattutto gli operatori, ravvisano, in quello che viene chiamato “conflitto dei nomi”, un punto debole che necessita di essere approfondito nelle sue tante cause specifiche per trovare adeguate soluzioni.

A farsi carico del problema sarà il prossimo 6° Congresso dell’Associazione Europea degli Ufficiali di Stato Civile, che si terrà il 22 e 23 maggio a Engelberg (Svizzera), dove ANUSCA parteciperà con una qualificata delegazione, guidata dal Presidente Paride Gullini, presenti i rappresentanti dei 10 Paesi dell’EVS e dei 4 Paesi osservatori.

In vista di questo appuntamento internazionale, il presidente Gullini sottolinea “l’importanza di portare in discussione, in quella sede congressuale, la controversa questione dei nomi che, in assenza di adeguati provvedimenti di armonizzazione, può rappresentare un ostacolo all’integrazione all’Europa dei popoli”.

Nel calendario dei lavori del 6° Congresso sono previsti interventi dei massimi dirigenti delle Associazioni: Hannes Schlacher (Presidente EVS), Beatrice Rancetti (Vice Presidente EVS), autorità federali quali il Ministro Elisabeth Gander-Hofer e la signora Marta Bachler Talammann, nonché il nostro esperto Giorgio Scalzini ed accademici della notorietà del prof. G.R. de Groot.

L’analisi incentrata sui nomi porterà in evidenza le origini e le radici del nome nella famiglia romanica e mitteleuropea, quella slava e quella anglosassone. Si parlerà di Diritto internazionale privato e della Convenzione CIEC n°31 (relatrice Chantal Nast) sul riconoscimento dei nomi quale contributo alla soluzione dei conflitti.

Infine, c’è attesa per l’annunciata dichiarazione di Engelberg che dovrebbe, appunto, fare chiarezza sul Diritto Europeo in materia di nomi.

Nell’aprile del 2005 l’Olanda ha ospitato la passata edizione del Congresso EVS, a Noordwijkerhout (località situata sul mare del Nord, a circa 50 chilometri da Amsterdam).L’EVS riunisce le associazioni dei servizi demografici di dieci nazioni: Austria, Belgio, Germania, Italia, Olanda, Polonia, Scozia, Slovacchia, Slovenia, Svizzera.In veste d’osservatori, rappresentanze del Regno Unito, Lestonia e Ungheria. Un sodalizio in crescendo che, con il passare degli anni, oltre ad aumentare le adesioni, affina sempre più il proprio ruolo.

Il programma del 6° Congresso in Svizzera, prevede la riunione dei membri dell’EVS nel pomeriggio del 21 maggio, quindi l’apertura del Congresso nel centro sportivo Erlen alle ore 9 del 22 maggio. “L’Europa ha molti nomi” una panoramica sulle origini e le radici del nome completerà i lavori della mattinata con interventi di Hannes Schlacher, Herman Vandensteen e Wolfgang Teschner. Stesso tema nel pomeriggio, con i relatori Bojana Zadravec e Léon J.W.Evers, quindi la rappresentazione scenica del “Il mio nome è… Un’odissea europea con Giorgio Scalzini, Roland Peterhans, Viera Zamecnikova e Rolf Paschen. I lavori del pomeriggio si concluderanno con il “Diritto internazionale privato dei Paesi membri dell’EVS come strumento per la risoluzione dei conflitti” del prof. De Groot. Martedì 23 maggio giornata conclusiva del 6° Congresso EVS con le relazioni di Chantal Nast, Henryk Chwyc, Rolf Paschen, Léon J.W.Evers e Willi Heussler.

L’intervento di chiusura del congresso di Engelberg vedrà al microfono Tomasz Brzòzka, Vice Presidente dell’Associazione Europea degli ufficiali di stato civile.


In Accademia Prosegue il Master in Servizi Demografici

di Silvia Zini

Proseguono le lezioni di questo primo semestre del Master in materia di Servizi Demografici, promosso dalla Direzione Centrale dei Servizi Demografici e nato dalla collaborazione di ANUSCA con la Facoltà di Scienze Statistiche di Bologna. Poiché parte delle lezione si svolge a Castel San Pietro Terme, presso l’Accademia degli Ufficiali di Stato Civile, lì siamo andati a raccogliere le opinioni dei partecipanti.

Tra i tanti commenti raccolti, Donatella Zanotti, corsista ed esperta ANUSCA afferma che ha “iniziato questa esperienza, spinta dalla necessità di poter mettere a sistema tutte le conoscenze che riguardano i Servizi Demografici, approfondendo discipline quali l’informatica e la demografia che sono poco trattate a livello di studi universitari e che invece consentono di avere una preparazione a tutto tondo. Ritengo che si tratti di un’esperienza particolarmente formante in quanto la preparazione non è solamente di dettaglio, ad esempio in legislazione demografica, ma offre gli strumenti per la pianificazione e la programmazione del lavoro sul lungo periodo.”

Daniela Linarello spiega che a lei “interessa la via dei concorsi pubblici, per riuscire a ricoprire cariche a livello comunale e credo che questo master possa costituire un titolo valido ai fini dei requisiti da presentare. Provenendo da studi giuridici, ho una inclinazione per il diritto pubblico e la legislazione di stato civile, che grazie a questo master sto approfondendo a buon livello.”

Infine ecco Elena Turci del Comune di Parma che riguardo al Master confessa di “vivere una bella esperienza, la quale mi consente di approcciarmi a materie che non ho avuto modo di approfondire durante l’Università e che invece poi stiamo riscontrando nella pratica quotidiana degli uffici. L’effetto più immediato che intravvedo a livello lavorativo è una possibilità di formazione che si riversa sui colleghi del Comune, nell’ottica di una crescita collettiva di professionalità.”


Ad ANUSCA il 5 per mille dell’Irpef

di Sauro Dal Fiume

Un’opportunità per sostenere un nuovo piano formazione degli operatori dei servizi demografici. Ecco ciò che rappresenta la possibilità di scegliere l’ANUSCA al momento di decidere dove destinare il 5 per mille nella denuncia dei redditi 2005 che tanti cittadini stanno compilando in queste settimane.

Il diffondersi della notizia che ANUSCA è stata inserita nell’elenco delle associazioni a cui può essere devoluta la quota del 5 per mille ha subito suscitato curiosità e consenso da parte degli operatori dei servizi demografici, molti dei quali hanno già telefonato alla sede nazionale per sapere cosa si deve fare per perfezionare questa donazione.

Nel frattempo, il presidente Paride Gullini ha prontamente inviato una lettera esplicativa ai consiglieri nazionali di ANUSCA, affinché siano in grado di fornire le opportune informazioni.

“Questo comporta – c’è scritto nella lettera di Gullini – che i dirigenti sono invitati a fare opera di sensibilizzazione nei confronti di tutti i colleghi, parenti e amici, affinché il maggiore numero di persone provveda a scegliere ANUSCA quale destinataria del 5 per mille, indicando nell’apposito riquadro del Modello 730-1 redditi 2005, il codice fiscale dell’ANUSCA: 90000910373”.

Merita rilievo l’auspicio del presidente Gullini che parla di “un’innovativa forma di finanziamento che, se registrerà una forte adesione tra i colleghi, consentirà di attuare un valido ed innovativo piano di formazione”.


Iniziative ANUSCA Fiorisce maggio in Accademia

Nel mese di maggio, presso l’Accademia degli Ufficiali di Stato Civile di Castel San Pietro Terme (Bologna), si svolgeranno due interessanti iniziative per l’aggiornamento degli operatori dei Servizi Demografici.

La prima sarà un Seminario di un giorno e mezzo (4 e 5 maggio) interamente dedicato allo stato civile: comincia Grazia Benini con una relazione sul diritto internazionale privato (principi generali e principali istituti) e, a seguire, sulla cittadinanza: acquisto, perdita e riacquisto. Al termine d’ogni intervento spazio ai quesiti degli operatori.

Il giorno successivo, sarà la volta di Renzo Calvigioni, in materia di trascrizioni di atti, sentenze e provvedimenti formati all’estero, con particolare riferimento al regolamento CE 2201/2003 e alle convenzioni internazionali in materia di stato civile.

La seconda iniziativa in programma sarà un Pomeriggio di Studio, questa volta il 16 maggio. Il tema trattato, l’anagrafe. In particolare, Romano Minardi si soffermerà sulle iscrizioni e cancellazioni anagrafiche di italiani e stranieri. Dopo la relazione, il docente sarà a disposizione per risolvere i casi pratici proposti dai corsisti.