di Venerdì 18 Febbraio 2005

{titolo}

I nuovi servizi on-line di ANUSCA - Giurisdizione e Stato Civile

Intervista di Primo Mingozzi al prof. Federico Vitali

Capita agli operatori di stato civile di dover intervenire per rettificare un atto già formato facendo appello alla giurisprudenza del settore. Con il prof. Federico Vitali, già Direttore agli Affari Civili del Ministero di Grazia e Giustizia, abbiamo affrontato la questione: “Giurisdizione e stato civile”, che da il nome al nuovo servizio offerto da ANUSCA ai Comuni che nel 2005 aderiranno (o rinnoveranno l’adesione) scegliendo la quota “B”.

Ma vediamo con quali argomentazioni il prof. Vitali chiarisce il possibile intervento del giudice?

“Si può dire che in tutti i campi della multiforme attività dell’ufficiale di stato civile si prospetti la possibilità di un intervento del giudice civile, nella duplice espressione della giurisdizione ordinaria od in quella volontaria, su iniziativa del privato o del pubblico ministero.

Basti pensare alla complessa materia delle rettificazioni (art.95 ord.st.civ.), in cui il tribunale è chiamato ad intervenire, nelle forme della giurisdizione volontaria, in tutti i casi di rettificazione vera e propria di un atto già formato, o di ricostituzione di un atto distrutto o smarrito, o di formazione di un atto omesso, o di ablazione di un atto indebitamente registrato, o di opposizione al rifiuto dell’ufficiale dello stato civile di ricevere una dichiarazione o di eseguire una trascrizione o un’annotazione o altro adempimento.

Ma, soprattutto, nelle cosiddette azioni di stato la giurisdizione ordinaria esplica, nella materia dello stato civile, la più importante delle sue funzioni, quando si tratti di accertare, su iniziativa del pubblico ministero o del privato che vi abbia interesse, in contrasto con quanto risulta o non risulta dai registri dello stato civile, quale sia lo status di un soggetto: se sia esistente o non nato o deceduto, se sia cittadino italiano, se sia figlio legittimo o naturale riconosciuto o figlio di ignoti, se sia sposato civilmente o secondo una confessione religiosa, divorziato, vedovo, quale sia il suo nome e quant’altro ancora possa interessare la sua posizione nell’ambito familiare o della comunità sociale alla quale appartiene.

In alcuni casi l’intervento dell’autorità giudiziaria è costitutivo di uno stato, come in quello dell’adozione, dove il rapporto viene in essere per effetto di una pronuncia giudiziaria della quale si deve prendere atto nei registri dello stato civile, od in quello della legittimazione per provvedimento del giudice”.

Come si deve regolare l’operatore di fronte al provvedimento del giudice?

“L’ufficiale dello stato civile, nel ricevere gli atti del suo ufficio, deve indagare se essi siano legittimi e, nel caso negativo, rifiutarli; riferire all’autorità giudiziaria quanto di illecito (civilmente o penalmente) possa risultare nello svolgimento della sua attività; ricevere e registrare le pronunce che da detta autorità siano state emanate nella materia dello stato civile relative a persone iscritte o da iscrivere nei registri del suo Comune”.

Quali consigli dare?

“E’ importante che il detto ufficiale, sia pure non con gli approfondimenti richiesti ai dottrinari, sia posto a conoscenza dei casi in cui sia richiesto l’intervento dell’autorità giudiziaria e dei modi e degli svolgimenti processuali con i quali questa tratta le singole ipotesi di intervento. Ciò perché sia assicurato un coordinamento fra l’attività del giudice e quella dell’ufficiale, così intimamente connesse fra loro, e perché sia esclusa la possibilità di indebite, reciproche interferenze, o di omissioni o sovrapposizioni.

Ricordo che l’art.13, secondo comma, del previgente ordinamento demandava al procuratore della Repubblica la vigilanza sugli ufficiali dello stato civile del suo circondario, imponendo a questi di avere con lui le necessarie corrispondenze “per tutto ciò che riguarda lo stato civile”.

L’art.9, secondo comma, dell’attuale ordinamento si limita a demandare al prefetto la vigilanza su detti ufficiali. Ritengo, tuttavia, che questi debbano pur sempre corrispondere con il competente procuratore della Repubblica per quanto concerne questioni di diritto relative alla materia dello stato civile, nelle quali possa essere coinvolta l’autorità giudiziaria nella duplice funzione di giurisdizione ordinaria e volontaria”.

Evidenziata la questione del diritto in materia di stato civile, attraverso questi passaggi si evitano contestazioni?

“Al riguardo va precisato che, a fronte delle registrazioni contenute negli atti dello stato civile (dichiarazioni, trascrizioni, annotazioni), che, come è noto, fanno fede sino a prova contraria riguardo al loro contenuto (art.451 cod.civ.), il pronunciato del giudice, una volta divenuto definitivo attraverso i vari gradi di giurisdizione, come si dice, “passa in cosa giudicata”: rende, cioè, giuridicamente certo e incontrovertibile lo stato civile attuale di una persona, al di là di ogni altra possibile contestazione, ciò conformemente alle risultanze dei registri o difformemente da queste o colmando una lacuna che in essi sia incorsa o facendovi inserire nuovi atti dallo stesso giudice promanati. Tale status resta certo e fermo sino a che, per eventi o circostanze sopravvenuti al pronunciato, esso muti la propria sostanza.

Il servizio che si presenta su www.anusca.it , a disposizione dei Comuni associati all’ANUSCA a partire dal 2005 (è contenuto nella Quota “B”), considera, fra l’altro, tutte le ipotesi in cui il giudice emette provvedimenti nella materia dello stato civile. Gli argomenti sono elencati nell’indice generale; la relativa trattazione può essere evocata “cliccando” sul pulsante ad essa proprio”.


Convegno Regionale Marche - Ciclosi: La centralità delle funzioni dei SS.DD.

di Liliana Palmieri

A Montelupone, il 26 e 27 novembre, si è svolto il Convegno Regionale ANUSCA delle Marche.

Organizzato dal Comitato provinciale ANUSCA di Macerata, con la collaborazione degli altri comitati provinciali (Ancona, Ascoli Piceno, Pesaro ed Urbino), il convegno ha visto la presenza di circa 200 operatori.

Dopo il saluto del Sindaco di Montelupone, Nazareno Agostini, la dr.ssa Tiziana Tombesi della Prefettura di Macerata ha portato il saluto del Prefetto Carmelo Aronica e del Vice Prefetto dr.ssa Valentini. Un convegno che ha avuto l’onore di annoverare, fra i suoi eccellenti relatori, anche il Direttore della Direzione Centrale per i Servizi Demografici dr. Mario Ciclosi. Nel suo intervento il Direttore Ciclosi ha ribadito la centralità delle funzioni svolte dai Servizi Demografici, il vero fulcro su cui ruota la P.A. ed ha lanciato una sfida a tutti gli operatori, una sfida che deve essere raccolta se vogliamo giocare un ruolo decisivo: non dobbiamo temere il cambiamento, anzi è necessario assecondarlo e sostenerlo attivamente, rimettendo in discussione metodologie di lavoro e schemi standardizzati. In quest’ottica è necessario concentrare energie e risorse verso il nuovo che avanza inesorabilmente, curando con tenacia e spirito d’innovazione tutti i cambiamenti in atto, con la realizzazione di quei progetti che alcuni anni or sono parevano irraggiungibili e invece si stanno concretizzando nelle nostre mani tanto più rapidamente quanto più siamo persuasi della loro validità. Progetti su cui si è imperniata l’attività della Direzione Centrale per i Servizi Demografici, dal progetto Ina Saia che vede già coinvolte tutte le province marchigiane, al progetto Anag-Aire già a pieno regime, fino alla carta d’identità elettronica che rappresenta l’obiettivo strategico del Ministero.

Dunque un caloroso ringraziamento al Dr. Ciclosi che ha dimostrato con la sua presenza una particolare attenzione per l’attività formativa svolta da ANUSCA. I lavori sono poi proseguiti con l’intervento del Presidente ANUSCA Paride Gullini, che ha dimostrato di essere sempre al fianco degli operatori demografici, non solo con tutti gli strumenti che ANUSCA mette a disposizione dei suoi soci, ma anche con una presenza fisica dinamica e coinvolgente, culminata nell’esortazione a profondere energie ed impegno per mantenere una professionalità d’ottimo livello. Particolarmente apprezzati, per competenza ed autorevolezza, i relatori Romano Minardi e Valeria Pini.


Lombardia: in 500 per la polizia mortuaria

di Graziano Pelizzaro

La riforma del regolamento di polizia mortuaria o, per meglio dire, del sistema normativo che sovrintende ai servizi funebri, cimiteriali e necroscopici, è argomento di pregnante attualità.

Laddove l’iniziativa legislativa della Regione porta già a livello d’attuazione le nuove norme, è maggiormente avvertita la necessità di aggiornamento e, conseguentemente, la richiesta di giornate di studio ed approfondimento.

Nella Regione Lombardia è stato approvato dal Consiglio Regionale il regolamento in materia di attività funebri e cimiteriali, che entrerà in vigore il 10 febbraio 2005, e che introduce importanti e sostanziose modifiche procedurali, sia per i servizi demografici e cimiteriali, ma anche per le ASL e per le imprese di onoranze funebri.

Le innovazioni introdotte non escludono inoltre la possibilità di dover rivedere gli assetti organizzativi del Comune.

Con queste premesse, l’affluenza alle iniziative poste in essere dall’ANUSCA in Lombardia non poteva che riscuotere enorme successo, riscontrando la presenza non solo degli addetti ai servizi demografici e cimiteriali, ma anche di sindaci ed assessori, di dirigenti di aziende funerarie e imprenditori funebri.

Nel periodo dal 12 novembre al 2 dicembre 2004, nelle cinque iniziative organizzate dall’ANUSCA a Bagnolo Cremasco (CR), Melzo (MI), Novate Milanese (MI), Morbegno (SO), Lurago d’Erba (CO), con relatore Graziano Pelizzaro, le presenze hanno sfiorato le cinquecento presenze complessive.

Cremazione, dispersione delle ceneri, affidamento dell’urna cineraria, passaporto mortuario, ma anche nuova disciplina dei trasporti di salma e di cadavere, della necroscopia e dell’attività delle imprese funebri: queste alcune delle materie di estrema attualità che sono state oggetto di analisi, anche in relazione alle singole competenze, comprese quelle degli ufficiali di stato civile, che si trovano ora a confrontarsi ed applicare norme di fonte regionale.

Tanti gli argomenti trattati ed i quesiti risolti dal relatore, che già aveva condotto analoghe iniziative, nei mesi scorsi, sia a Lodi che a Bagnatica (BG), a Passirano (BS) ed a Mantova, per quanto riguarda la Lombardia, ma anche in Emilia Romagna, a Castel San Pietro (BO), Carpi (MO), Montecchio Emilia (RE), Comacchio (FE), Langhirano (PR), ed in Piemonte, a Trofarello e Pinerolo (TO), Novara e Verbania, riscontrando ovunque un elevato interesse ed una numerosa affluenza. Va considerato che anche in queste Regioni si riscontra l’iniziativa legislativa regionale in materia. In Emilia Romagna, in particolare, l’iter di approvazione della normativa è pressoché ultimato. Anche Toscana ed Umbria hanno provveduto ad approvare leggi regionali in materia, mentre altre Regioni, come il Veneto, ne hanno iniziato l’iter d’approvazione.

Altre iniziative naturalmente sono in programma, in particolare in Lombardia ed Emilia, nelle province non ancora raggiunte.

 


Corsi per Ufficiali di Stato Civile - Roma, prima in Italia

Abbiamo ricevuto dall’assessore ai servizi demografici del Comune di Roma, on.le Francesco Cioffarelli, un commento ai corsi per ufficiali di stato civile, recentemente avviati nella capitale. Ecco il breve testo.

“Il 7 febbraio scorso, nel Comune di Roma, sono iniziati i primi quattro corsi per Ufficiali di Stato Civile previsti dal D.P.R. 396/2000, la cui realizzazione si è resa possibile grazie ad una fattiva collaborazione tra la Direzione Centrale per i Servizi Demografici del Ministero dell’Interno e il Comune di Roma che si è tramutata in una convenzione per lo svolgimento delle attività di formazione per il necessario e dovuto conseguimento dell'abilitazione alla funzione di Ufficiale di Stato Civile.

I corsi, prima esperienza in Italia quella del Comune di Roma, sono stati affidati alla Fondazione “Accademia degli Ufficiali di Stato Civile e Anagrafe”, costituitadall’ANCI e dall’ANUSCA, del cui consiglio di amministrazione fa parte un rappresentante del Ministero dell’Interno, avvalendosi sul territorio di Roma della struttura didattica di FormAutonomie e dell'organizzazione del Comitato Anusca Città di Roma. Naturalmente tali corsi rappresentano solo l'avvio di un percorso che dovrà in seguito soddisfare l’intero fabbisogno formativo di tutti gli Ufficiali di Stato Civile del Comune di Roma che sono stimati in oltre 700 unità”.