|
di
Venerdì 19 Agosto 2005
|
![]()
Si avvicina inesorabilmente la scadenza del 1° gennaio 2006 (legge n. 43/2005). Da quella data per tutti i Comuni diventa obbligatorio il rilascio della Carta d'Identità Elettronica ai cittadini che ne facciano richiesta. La CIE è destinata dunque a soppiantare il vecchio modello cartaceo, un vero e proprio pezzo di storiache forse alcuni saluteranno con un pizzico di rimpianto.
Fra gli operatori c’è una grande attenzione, mista ad un pizzico di apprensione, per le numerose e complesse attività, sia di natura logistico-organizzativa, sia di tipo strettamente formativo, che il rispetto di questa scadenza inevitabilmente comporta. I Comuni dovranno infatti provvedere a dotarsi delle postazioni per l’emissione della CIEe ad interfacciare i propri applicativi per la gestione dell’anagrafe con il software predisposto e fornito dal Ministero dell’interno per l’emissione della CIE. Non basterà dotarsi delle postazioni e adeguare i programmi: questi adempimenti sono solo la punta di un iceberg. Sarà necessaria una serie di attività finalizzate all’implementazione della sicurezza informatica, attività talmente basilari da indurre il Viminale a predisporre delle linee guida organizzative che i Comuni dovranno seguire nella fase di progettazione e realizzazione del piano di sicurezza per l’attuazione della seconda fase del progetto CIE.
In questo panorama s’incardina il corso sperimentale, tenutosi a Macerata, sulla carta d’identità elettronica e le sicurezze informatiche, ideato ed organizzato da Anusca, di concerto con il Ministero dell’Interno.Già il titolo “La sicurezza nei comuni e le fasi propedeutiche all’adozione dei piani di sicurezza comunale per la carta d’identità elettronica e la circolarità demografica” proietta verso un obiettivo sicuramente ambizioso ma, al tempo stesso, irrinunciabile: quello di formare i partecipanti, tutti funzionari dei servizi demografici, sulla complessa tematica delle sicurezze informatiche, universo dalle mille sfaccettature, che, pur essendo piuttosto distante rispetto alle tradizionali materie di competenza degli operatoridemografici, è destinato ad assumere un ruolo strategico nella prospettiva dell’inarrestabile processo di informatizzazione che sta toccando i comuni e in particole modo i servizi demografici.
A testimonianza della necessità di un percorso formativo come quello appena sperimentato in provincia di Macerata, l’intervento del Comitato tecnico scientifico di cui all’art. 10 del D.M. 28.02.2002 che ha sottolineato l’opportunitàdella realizzazione del corso e ne ha approvato il programma, che pur essendo concentrato in 25 ore di lezione, ha comunque consentito di focalizzare gli aspetti più rilevanti della complessa problematica delle sicurezze informatiche.
Partendo dai concetti di security, analisi e gestione del rischio e dall’illustrazione delle c.d. politiche di sicurezza, si è passati all’esame dei principi fondamentali del nuovo codice in materia di protezione dei dati personali (D. Lgs. n. 196/2003).Il programma prevedeva poi l’analisi di un modello organizzativo di riferimento per la sicurezza ICT e per il progetto CIE, con uno specifico approfondimento relativo al piano di sicurezza comunale. Crittografia, firma digitale, software sicuro e controllo degli accessi (identificazione, autenticazione, password) sono stati altrettanti punti di forza di questo corso altamente innovativo che ha riservato ampi spazialla verifica, alla casistica concreta e a suggerimenti pratici di immediata fruibilità.
A completare il quadro, una sessione dedicata alla sicurezza delle reti, ai controlli di sicurezza, alle metodologie di analisi e gestione del rischio e alla identificazione di minacce e vulnerabilità per l’infrastruttura del sistema CIE in ambito comunale.Infine, l’illustrazione del cd Business Continuity Management e le raccomandazioni per la realizzazione del Business Continuity Plan e del Disaster Recovery Plan, moderne strategie che consentono di garantire la continuità nella erogazione dei servizi e il minimo danno possibile in occasione di eventi critici, dovuti a fattori umani, ambientali, climatici.
Da questa esperienza scaturisce una riflessione che induce ad una conclusione significativa: nonostante la particolare tecnicità degli argomenti, che risultano abbastanza ostici a quanti non siano esperti informatici o, quanto meno, appassionati di un mondo che ai più è ancora piuttosto oscuro, si tratta, in realtà, di un universo con cui si dovrà necessariamente fare i conti in un futuro che, si può dire, è già presente; senza l’illusione di aggirare il problema ignorandolo. E’ indispensabile familiarizzare con questa specifica branca dell’informatica che si occupa delle sicurezze, con quel grado di cognizione indispensabile a comprendere in quali ambiti ci si muove e quali sono le priorità da rispettare.
In sostanza, l’esperienza tratta da questo corso sperimentale evidenzia come si tratti di un modello da replicare in ambiti più allargati, anche mediante l’utilizzo delle nuove tecnologie dell’apprendimento a distanza (cd, e-learning); una formazione di questo tipo rappresenta un passaggio obbligato per affrontare con la dovuta preparazione tutti i delicati adempimenti posti a carico dei comuni nelle fasi propedeutiche al rilascio, a regime, della CIE. Uno dei risultati più apprezzabili è stata la maturazione di una consapevolezza importante in capo ai partecipanti: questi, pur non essendo chiamati in prima persona ad adempimenti di tipo strettamente tecnico, per la cura dei quali saranno coadiuvati da esperti informatici, saranno in grado di gestire consapevolmente e responsabilmente la fase preparatoria, che riveste indubbiamente un ruolo strategico. Ancora una volta dunque, l‘Anusca si pone all’avanguardia nel campo della formazione e dell’aggiornamento professionale, testimoniando, con la sua esperienza venticinquennale, che in questa delicataattività non c’è spazio per improvvisazione e superficialità,ma solo per serietà e impegno.
Tempo di ferie per tanti, ma non per le iscrizioni al 25° Convegno nazionale Anusca.
“Il Convegno”, quello delle “nozze d’argento” tra l’associazione presieduta da Paride Gullini ed i suoi quasi ottomila associati (tra Comuni e soci individuali), si terrà dal 28 novembre al 2 dicembre a Merano, una delle città più accoglienti dell’Alto Adige, in particolare in quel periodo, quello dei famosissimi mercatini di natale. La manifestazione si aprirà ufficialmente lunedì 28 novembre alle ore 20, presso la struttura Pichler di Lagundo, con una serata “speciale” per i partecipanti al convegno: “Insieme da 25 anni”. Dopo alcuni interventi ed il saluto delle autorità, si proseguirà con una grande serata di folclore tirolese, musica e specialità gastronomiche locali accompagnate da birra, una sorta di gioioso “Oktoberfest” di Anusca.
Già in tanti stanno inviando l’adesione al 25° Convegno nazionale ed anche per questo lanciamo un cortese invito a tutti gli altri operatori dei Servizi Demografici: inviateci al più presto l’iscrizione, Merano vi aspetta! Questo aiuterebbe la macchina organizzativa di Anusca a preparare nel modo migliore, com’è nostra intenzione, il Convegno del quarto di secolo, evento storico per Anusca e per quanti, dal 1980 ad oggi, l’hanno sostenuta con passione.
Il 25° Convegno nazionale sarà incentrato su “La circolarità anagrafica per costruire l’amministrazione telematica del Paese” e “25 anni di impegno a servizio delle istituzioni e dei cittadini”, ma sono in fase di definizione altri temi principali ed il programma è ancora in fase di costruzione. I “navigatori” di Internet possono collegarsi al sito www.anusca.it .
Saranno di certo giornate intense e ricche di novità quelle del 25° Convegno nazionale, ma dal 28 novembre al 2 dicembre i partecipanti, al termine dei lavori nella Sala plenaria del “Kurhaus” di Merano, potranno rilassarsi e, soprattutto, apprezzare le iniziative d’intrattenimento che Anusca sta definendo con il Comune e l’Apt di Merano. Spettacoli, musica, enogastronomia, insomma, di tutto di più per festeggiare nel modo migliore il 25° compleanno dell’associazione.
In particolare, questo abbinamento è stato preceduto dall’adozione di apposita intesa, firmata da Giulio Maninchedda, Prefetto di Ancona e dal Sindaco Fabio Sturani, che ha regolato l’utilizzo congiunto degli uffici elettorali di sezione, del materiale occorrente nei seggi e della tessera elettorale. Nell’intesa sono state anche previste le modalità d’effettuazione delle operazioni di voto (per il referendum abrogativo comunale si è votato soltanto domenica 12 giugno dalle ore 8 alle 20), di spoglio delle schede e di scrutinio dei voti nonché di ripartizione delle spese derivanti dall’attuazione di adempimenti comuni. Infine, nell’intesa è stata regolamentata anche la questione attinente al voto per corrispondenza degli elettori residenti all’estero.
Infatti, mentre ai referendum abrogativi nazionali sono state applicate le modalità di voto per corrispondenza degli elettori residenti all’estero, ciò non è ovviamente avvenuto per il referendum locale. Pertanto, gli elettori aventi diritto per il referendum comunale sono stati 84.721 per 100 sezioni, 2.767 in più di quelli per i referendum nazionali e sono rimasti iscritti nelle rispettive liste sezionali.
Lo svolgimento del referendum ha quindi comportato un notevole impegno volto alla risoluzione di tutte le problematiche tecnico-organizzative connesse all’abbinamento, tenuta presente l’esigenza di garantire il rispetto delle normative applicabili ai due diversi tipi di referendum.
Dal punto di vista operativo ha richiesto uno sforzo rilevante la predisposizione e l’acquisizione del materiale specifico del referendum abrogativo comunale (stesura dei verbali e in generale di tutto quanto necessario ai seggi: tabelle, prospetti, ecc.) alla luce delle sue peculiarità rispetto a quello fornito dallo Stato.
Non è stato raggiunto il quorum per rendere valida la consultazione, in quanto ha votato il 32,12% degli aventi diritto.
VENEZIA MESTRE. Nel capoluogo veneto, ANUSCA organizzerà un ciclo di tre Pomeriggi di Studio dedicati all’approfondimento di materie di rilevante interesse ed attualità.
Inaugurazione il 19 settembre con Graziano Pelizzaro sull’evento morte e gli adempimenti relativi da parte dell’Ufficiale di Stato Civile, il 21 settembre la relazione di Renzo Calvigioni concernente la riforma del diritto internazionale privato e gli atti, sentenze e provvedimenti provenienti dall’estero, mentre il 26 settembre sarà all’insegna dell’estrema attualità: emissione della carta di identità elettronica con gli esperti della ditta Venis in collaborazione con ANUSCA; la lezione verrà completata dall’approfondimento del tema allineamento codici fiscali con la presenza dell’Agenzia delle Entrate.
LUZZARA. Mercoledì 21 settembre, a Luzzara, nel Reggiano, Giornata di Studio interamente dedicata alle convenzioni internazionali. Gli intervenuti avranno la possibilità di seguire la lezione di Grazia Benini, che al termine della relazione, sarà a disposizione per rispondere ai quesiti che i corsisti vorranno rivolgerle.
SAN DONATO MILANESE. Il 21 settembre, Pomeriggio di Studio all’insegna delle novità della Carta d’Identità Elettronica, con la relazione di Adriano Gini. L’iniziativa, in collaborazione con la ditta ADS, gratuita per gli enti iscritti all’ANUSCA, vedrà lo svolgimento di un’esercitazione pratica per mostrare in diretta agli operatori l’emissione della carta.
AREZZO. Doppio appuntamento nei giorni del 26 e 28 settembre, nella bella cornice del Palazzo del Governo, che già, per il passato, ha ospitato le iniziative di ANUSCA. Il primo sarà dedicato al tema della Polizia Mortuaria, con la relazione di Graziano Pelizzaro: adempimenti dell’ufficiale di stato civile legati all’evento morte. Il secondo pomeriggio vedrà invece la partecipazione di Franco Ruggieri che parlerà di iscrizioni e cancellazioni anagrafiche e delle condizioni per il rinnovo della dimora abituale.