di Venerdì 7-14-21 Novembre 2003

L'Accademia per gli ufficiali di stato civile è una realtà A Merano, in occasione del XXIII convegno nazionale Anusca, l'annuncio ufficiale

di Paride Gullini

A Castel San Pietro Terme, nei pressi dello stabilimento termale, in una zona di particolare pregio ambientale, in un'area donata dalla locale Amministrazione comunale, ANUSCA sta realizzando (con il contributo dello Stato), l'Accademia per gli ufficiali di Stato Civile, Anagrafe ed Elettorale. Il primo intervento ( sede della Fondazione, aule didattiche ed uffici , distribuiti su due fabbricati tra loro collegati) è concluso. Il progetto del secondo intervento che prevede una foresteria con 82 camere e relativi servizi ha già ottenuto l'approvazione degli organi preposti ed i lavori inizieranno a giorni. La posa della prima pietra di questa impegnativa seconda fase coinciderà con l'inaugurazione dei primi due fabbricati dell'Accademia, cerimonia che si terrà nei primi mesi del 2004, alla quale ha dato la disponibilità, compatibilmente con i propri impegni istituzionali, il Ministro dell'Interno, On. Giuseppe Pisanu. Ma com'è nata l'idea dell'Accademia? Innanzitutto occorre ricordare che sin dalla sua costituzione l'Anusca si era posta due obiettivi primari: a) riqualificare professionalmente gli operatori demografici attraverso corsi e seminari di studio per consentire ai comuni di rispondere in modo più corretto alle esigenze dei cittadini; b) proporre ai superiori organi modifiche alle leggi e regolamenti per adeguarli ad una società civile in continua trasformazione. Su proposta di Anusca nella finanziaria del 1983 fu creato un fondo speciale presso il Ministero dell'Interno da destinare alla formazione professionale degli ufficiali di stato civile. Da allora, grazie a questo fondo, sono iniziati i corsi di 80 ore per gli operatori demografici nelle varie province italiane organizzati, si può dire nella quasi totalità, da Anusca dopo le convenzioni con le singole Prefetture. L'esigenza di una scuola specifica si manifestava mano a mano che le attività mettevano in rilievo la peculiarità e la complessità giuridica delle materie trattate che attengono allo status delle persone e segnano il grado di civiltà di un popolo.Emergeva sin da allora l'esigenza di una specifica scuola. Grazie ai rapporti instaurati con altre associazioni professionali europee, l'idea si è poi concretizzata nel corso di una visita di studio, su invito dei colleghi tedeschi, a Bad Salzschlrif sede dell'associazione di quel paese, che consentì di valutare la loro esperienza cinquantennale di una Accademia che forma gli ufficiali di stato civile della Germania, struttura gestita dalla stessa associazione. In quell'occasione furono approfonditi tutti gli aspetti organizzativi ed i contenuti dei corsi di formazione. La delegazione italiana di cui facevano parte rappresentanti di Anusca, del Ministro dell'Interno, della Giustizia, degli Affari Esteri e dell'Anci, al termine della visita condivise l'idea di cercare di realizzare un modello simile anche in Italia. Iniziò così un lento lavoro di sensibilizzazione verso i vari ministeri per concretizzare l'iniziativa e l'idea fu meglio definita in occasione del convegno nazionale di Bellaria del 2000 dove il rappresentante del Governo assicurò l'impegno per realizzare l'iniziativa. Dall'idea si passò al progetto, il Ministero dell'Interno fece propria la proposta di Anusca ed il Parlamento, con DL 27/12/2000,n.392, coordinato con legge di conversione n.26 del 28/2/2001, concesse ad ANUSCA un finanziamento di 1 miliardo di lire dell'epoca a partire dal 2001 e per una durata di dieci anni. Parallelamente alla fase di progettazione e realizzazione del primo intervento, si sono intensificati i rapporti con il Ministero dell'Interno e l'Anci per porre le basi per la futura gestione dell'Accademia. Obiettivo condiviso: assicurare la massima credibilità alla struttura che si andava a realizzare, individuando in una specifica Fondazione lo strumento più idoneo per la sua gestione. In questi giorni si sta quindi dando vita ad una Fondazione nella quale il Ministero dell'Interno, l'Anci e l'ANUSCA avranno un ruolo primario per orientare la gestione complessiva dell'Accademia il cui scopo primario sarà quello di promuovere e realizzare la formazione degli Ufficiali dello Stato Civile con percorsi innovativi che potranno giovarsi del solco di una tradizione e di un'esperienza didattica che Anusca ha sviluppato in oltre vent'anni di attività. Queste poche righe per illustrare la realizzazione di un "sogno" al quale migliaia di operatori e tante personalità hanno assicurato il loro impegno ed il loro prestigio. Merano sarà l'occasione per annunciare ufficialmente la nascita della Fondazione e soprattutto per tracciare le linee operative di una realizzazione che porrà il nostro Paese all'avanguardia in Europa.


Alla ventesima assemblea dell'Anci - Via libera alla Consulta delle Associazioni
di Primo Mingozzi

Come sempre l'assemblea nazionale dell'Anci (svoltasi a Firenze il 15, 16 e 17 ottobre) ha richiamato l'interesse del Paese. Immancabile il messaggio del Capo dello Stato che ha sottolineato "l'azione responsabile dei governi locali" e l'impegno per avvicinare i cittadini alle istituzioni. Nella prima giornata, a Firenze, sono intervenuti ministri della Repubblica e rappresentanti della società civile, per un lungo dibattito che ha avuto come interlocutori i sindaci italiani, che quest'anno hanno presenziato in massa a questa prestigiosa ventesima assemblea. Di grande attualità il rapporto Anci sull'immigrazione che, pure stilato precedentemente alla proposta del Vice Presidente Gianfranco Fini, ha raccolto la maggioranza dei consensi dei sindaci italiani, d'accordo per il diritto di voto agli stranieri residenti in Italia. L'altro veloce riferimento sul lavoro dell'assemblea dell'Anci riguarda la crescente richiesta dei sindaci delle grandi città, di avere pari dignità istituzionale con le Regioni. Cosa significa? Significa che le città metropolitane chiedono più poteri in materia di lavoro e occupazione, di istruzione (istituti superiori), di trasporti e ambiente. Un sussulto che dalla Fortezza da Basso di Firenze è destinato a "far rumore" nei palazzi della politica, a cui sono dirette queste spinte trasversali. Detto questo, facciamo il punto sull'attenzione che, nell'ambito dell'assemblea, il consiglio nazionale dell'Anci ha voluto riservare alla Consulta delle Associazioni professionali degli Enti locali, di cui ANUSCA è stata fra i promotori. La delibera, con l'approvazione del consiglio, è stata consegnata ufficialmente dal Direttore Generale dell'Anci, Angelo Rughetti, presenti i presidenti delle associazioni fondatrici della Consulta: ANUSCA (associazione nazionale ufficiali di stato civile e anagrafe), Anutel (ass.ne nazionale uffici tributi degli Enti locali), Anvu (ass.ne professionale polizia municipale e locale d'Italia), Ardel (ass.ne nazionale ragionieri degli Enti locali), Unitel (unione nazionale tecnici degli Enti locali), Caros (circolo associativo dei ruoli organizzativi e strategici). Il regolamento approvato e portato avanti con tanta convinzione da Nicola Cirimele (Anci), precisa che la Consulta "è un organo consultivo permanente dell'Anci e che ha sede a Roma, presso l'associazione dei Comuni"; che ha il compito di esprimere pareri agli organismi dell'Anci, proporre studi e indagini su quanto abbia attinenza con la gestione delle problematiche legate all'organizzazione ed all'attività dei Comuni". Seguono indicazioni sulle specifiche attività di competenza, sulla composizione della Consulta, sui requisiti di ammissione e sul funzionamento complessivo. Soddisfazione per l'avvenuto riconoscimento è stata espressa un po' da tutti i fondatori della Consulta. Particolarmente significativo il commento del presidente di ANUSCA, Paride Gullini, il quale ha ribadito come "il riconoscimento dell'Anci fosse atteso per dare ancora più forza al rapporto di sinergia fra l'associazionismo professionale e gli enti locali". "ANUSCA che associa oltre tremila Comuni - ha affermato Gullini - vede in questa investitura dell'Anci una conferma del ruolo professionale che l'associazione svolge da oltre vent'anni nel campo della formazione, attività che presto sfocerà nell'Accademia per gli ufficiali di stato civile, la cui gestione vogliamo affidare ad una Fondazione nella quale un ruolo trainente sarà svolto dall'Anci e dal Ministero dell'Interno". "Si tratta per noi - ha concluso Gullini - del perfezionamento di una collaborazionecon i comuni avviata da anni ai quali sentiamo di essere in grado di assicurare nuovi e sempre più qualificati servizi, grazie all'esperienza maturata dai nostri esperti".


XXIII Convegno nazionale ANUSCA (Merano 2-5 dicembre)
Sen. D'Alì: "C.i.e. a maggio 2004 la messa a regime"
di Sauro Dal Fiume

Tra gli interventi al XXIII Convegno nazionale di Merano (2-5 dicembre, Palazzo Kurhaus), quello del Sottosegretario all'Interno, Sen. Antonio D'Alì, sulla carta d'identità elettronica è certamente tra i più attesi ed interessanti. Abbiamo chiesto al Sottosegretario qualche anticipazione del suo intervento. Sen. Antonio D'Alì come procede la sperimentazione della C.I.E.? "Siamo ormai giunti alle battute finali della sperimentazione della CIE, partita il 30 luglio 2002, che ha coinvolto 56 Comuni per un totale di 3 milioni di abitanti e ha permesso di testare il processo di emissione delle carte e di sviluppare i servizi che verranno erogati dalla Pubblica Amministrazione attraverso la CIE a cittadini e imprese. - ha dichiarato il Sottosegretario al Ministero dell'Interno, Antonio D'Alì - L'introduzione della CIE permetterà, infatti, di accorciare le distanze tra cittadino/impresa e PA riducendo sensibilmente la burocrazia e i costi di gestione dei servizi per trasformare il nuovo documento elettronico nell'unico strumento di accesso ai servizi erogati dalla PA, in grado di rinnovare il rapporto tra cittadino e Pubblica Amministrazione in un'ottica fornitore-cliente. Attraverso la CIE i cittadini potranno accedere ai servizi erogati dalla Pubblica Amministrazione tramite uno sportello automatizzato (Infopoint) oppure direttamente da casa, utilizzando Internet. All'inizio di Settembre 2003 è stata, inoltre, stanziata la prima trance di fondi per la realizzazione dei servizi, pari al 30% del finanziamento che spetta a ogni Comune: 500.000 euro per i Comuni superiori a 40.000 abitanti e 200.000 euro per i Comuni di piccole dimensioni. A maggio 2004 inizierà ufficialmente la fase di messa a regime della carta d'identità elettronica, ovvero partirà il processo di distribuzione della CIE su tutto il territorio nazionale, che coinvolgerà 8.102 Comuni e terminerà entro i 5 anni successivi, con la distribuzione di circa 40 milioni di carte". Si possono ipotizzare i tempi per il prossimo utilizzo della C.I.E.? "Come già annunciato a maggio 2004 partirà la fase di messa a regime della CIE, destinata a concludersi nel corso dei 5 anni successivi. Il processo di distribuzione del nuovo documento d'identità sarà accompagnato dalla progressiva implementazione dei servizi, alla quale sarà strettamente correlato l'utilizzo della CIE. Nel rispetto delle autonomie locali, i singoli Comuni avranno la facoltà di decidere quali servizi sviluppare in relazione alle priorità e alle esigenze del territorio. La fase di messa a regime della CIE si inserisce, infatti, in un processo organico di più ampio respiro che coinvolge in egual misura Ministero dell'Interno e i singoli Comuni: da un lato l'Amministrazione Centrale ha una funzione guida all'interno del progetto e il compito di cooperare con i Comuni, che sono il primo Ente di riferimento per il cittadino; dall'altro l'Amministrazione Locale dovrà, invece, implementare i servizi che riterrà necessari per il soddisfacimento delle necessità del territorio". "I Servizi Demografici nell'E-government - Il ruolo dei Comuni" è il titolo del XXIII Convegno nazionale. Secondo Lei qual è l'attuale ed il futuro ruolo dei Comuni? "Come ha affermato anche il Presidente della Repubblica, i Comuni sono il nerbo del nostro Paese all'interno del processo di decentramento amministrativo in atto.- ha dichiarato il Senatore D'Alì - Non a caso il Ministero dell'Interno ha assegnato loro un ruolo di primo piano all'interno del processo di implementazione dei servizi e delle attività di comunicazione legate alla CIE, lasciando loro la facoltà di sviluppare le attività in linea con le esigenze del territorio. Un esempio è costituito dalla campagna di comunicazione integrata proposta dal Ministero dell'Interno per promuovere la carta d'identità elettronica. Nel rispetto delle autonomie locali, il Ministero dell'Interno ha supportato i Comuni, fornendo le linee guida raccolte nella pubblicazione "Progetto di comunicazione integrata Carta d'Identità Elettronica" che verranno utilizzate dagli enti locali per sviluppare campagne di comunicazione in linea con le caratteristiche e le esigenze del proprio territorio. All'interno della pubblicazione i Comuni potranno trovare tutte le indicazioni tecniche indispensabili per realizzare una campagna di comunicazione articolata in spot pubblicitari televisivi e radiofonici e attività di advertising su carta stampata, oltre alle specifiche per realizzare materiali promozionali come leaflet, espositori da banco e affissioni rivolti a cittadini e professionisti. I Comuni giocheranno un ruolo fondamentale in questo processo, perché grazie a una profonda conoscenza del proprio territorio, potranno scegliere gli strumenti di comunicazione che riterranno più idonei alla realtà locale, in linea con le direttive del Ministero dell'Interno".


Pomeriggi e giornate di studio ANUSCA - Iniziative di successo

Circa 700 partecipanti nelle ultime quattro iniziative organizzate dall'ANUSCA per l'aggiornamento professionale degli operatori dei Servizi Demografici. Si può definire "entusiasmante" il convegno organizzato il 19 novembre dalla Prefettura di Torino in collaborazione con ANUSCA: le 320 sedie a disposizione non sono bastate per far accomodare i rappresentanti dei Comuni della provincia di Torino (che conta 315 Comuni). Il Prefetto di Torino dr. Achille Catalani, ha ringraziato ANUSCA per la collaborazione, cui hanno fatto seguito gli interventi della dr.ssa Tafuri della Prefettura torinese (ottima la sua organizzazione), che ha presentato il convegno e del dr. Anselmo del Comune di Torino. Sul "rapporto tra Prefettura e Comuni" e per l'approfondimento (quesiti e tematiche) sullo Stato Civile, per ANUSCA è intervenuto l'esperto Renzo Calvigioni. Hanno di recente riscosso un notevole successo di partecipanti altre tre recenti iniziative: il 17 novembre a Como ("Lo Stato Civile: principali problematiche legate agli atti e ai provvedimenti provenienti dall'estero" il tema; relatore Valeria Pini) hanno partecipato oltre 100 persone; il 19 novembre, a Darfo Boario Terme, sono stati oltre 120 partecipanti che hanno seguito la relazione di Valeria Pini su "Dichiarazioni e atti di nascita provenienti dall'estero"; mentre sono già un centinaio gli iscritti alla giornata di studio del 27 novembre a Morbegno ("Lo straniero e i Servizi Demografici: implicazioni per l'Anagrafe e lo Stato Civile").


XXIII Convegno nazionale di Merano "Workshop" delle iniziative comunali

Tra le tante iniziative previste nei quattro giorni (2-5 dicembre) del XXIII Convegno nazionale ANUSCA di Merano c'è un interessante "workshop" dedicato alla presentazione delle iniziative comunali. Possiamo già segnalare quello organizzato dal Comune di Alassio che presenterà ai partecipanti del Convegno nazionale "Il portale cittadino del Comune di Alassio" e quello del Comune di Pesaro che porterà a conoscenza dei funzionari ed operatori dei Servizi Demografici l'esperienza su "Il cimitero nel web". ANUSCA fa sapere ai Comuni interessati a proporre le proprie soluzioni che possono presentare la richiesta alla Segreteria organizzativa del XXIII Convegno nazionale di Merano.