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Venerdì 18 Ottobre 2002
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Grande convegno, grande partecipazione e grandissimo entusiasmo fra gli operatori e gli amministratori (ben 1700 i presenti al 22° Convegno nazionale di Bellaria, conclusosi il 27 settembre), che hanno visto confermate tutte le aspettative rese possibili da un impianto congressuale degno dei grandi eventi. ANUSCA ha, ancora una volta, dimostrato di avere le carte in regola per essere l'interlocutore principale della pubblica amministrazione nello specifico settore. Il titolo del Convegno "Il ruolo degli ufficiali di anagrafe, di stato civile ed elettorale in una Pubblicazione Amministrazione che cambia" è stato il filo conduttore dell'attività dell'ANUSCA, tessuto in anni e anni di formazione ed informazione professionale fino a diventare interlocutore delle istituzioni, in particolare del Ministero dell'Interno, cui la legge assegna compiti d'indirizzo per la gestione della complessa materia dei Servizi Demografici. Nelle quattro giornate del convegno si è avuta la possibilità di esprimere un ventaglio di argomenti che, pur privilegiando quelli di maggiore attualità, tipo la carta d'identità elettronica, la firma digitale, l'INA (indice nazionale anagrafico), la riforma dello stato civile, l'e-government, protocollo informatico, eccetera, non ha trascurato affatto le problematiche cosiddette minori. Ci riferiamo all'ampio spazio riservato ai quesiti, all'informativa sui rapporti con i sindacati, presenti con le tre sigle CGIL, CISL, UIL, che hanno portato al convegno di Bellaria notizie confortevoli. Ma quanto sia considerato il cammino compiuto da ANUSCA in questi vent'anni, è testimoniato dall'Alto patronato del Presidente della Repubblica, da quello del Presidente del Consiglio, da numerosi ministri e dell'associazione nazionale dei Comuni. Prestigioso anche il "Comitato scientifico" (del quale hanno fatto parte il prof. Antonio Catricalà, Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il prof. Fabio Roversi Monaco, Direttore della SPISA ed Amministratore delegato della Treccani) presieduto dal Prefetto Mario Ciclosi, Direttore centrale dei servizi demografici del Ministero dell'Interno che, oltre ad assicurare qualità e concretezza al programma, ha svolto un'interessante relazione sui risultati dell'indagine informativa sull'organizzazione dei servizi demografici ed ha presieduto con competenza la sessione dedicata allo stato civile. Ma il momento più atteso si è avuto con l'intervento del Sottosegretario all'Interno, Sen. Antonio D'Alì, che oltre ad illustrare tanti progetti innovativi in cui è impegnato il Ministero dell'Interno, ha garantito l'impegno per la riorganizzazione ed il rilancio dei servizi demografici, confermando in toto l'interessamento del Governo per la costruenda Accademia di stato civile, destinata alla qualificazione degli operatori di stato civile, indispensabili per la politica di cambiamento voluta dal Ministero. In apertura, nella sua relazione, il presidente di ANUSCA Paride Gullini (definito dal Sottosegretario D'Alì "moderno e convincente"), ha sollecitato il Ministero dell'Interno e l'ANCI a condividere la gestione dell'Accademia, insieme al mondo accademico ed altre componenti che fanno cultura nel settore. "L'orientamento è quello di gestire l'Accademia attraverso un'apposita Fondazione, nella quale il Ministero dell'Interno dovrebbe svolgere una funzione particolare di indirizzo" ha specificatamente auspicato il presidente Gullini che ha poi parlato del progetto di Postecom, ANUSCA e Comune di Cesena "per assicurare ai cittadini alcuni servizi web attraverso "il domicilio virtuale del cittadino" che consente di poter ricevere, con tempi velocissimi ed una modalità sicura, comunicazioni ufficiali provenienti dal Comune". Da segnalare nella mattinata inaugurale, il saluto delle delegazioni estere di Francia, Germania, Slovenia, Svizzera ed Ungheria. Dei lavori di questo XXII Convegno sarà possibile leggere alcune relazioni sulla rivista "I Servizi Demografici" sullo stato civile italiano ed anche sul sito Internet ANUSCA (www.anusca.it). Tra le novità del 22° convegno, molto seguite sono state le manifestazioni collaterali: l'assemblea dei presidenti e consiglieri nazionali ANUSCA; l'incontro con i docenti ed esperti ANUSCA; l'esame del Sistema Organizzativo Gestionale (SOG) curato da Pellegrino Iavarone, Romano Minardi e dal vice presidente ANUSCA Sergio Santi; la riunione con i tecnici del Comune di Torino sul cambio di indirizzo online attraverso l'utilizzo della carta d'identità elettronica; le "tavole rotonde" per l'esame dei rapporti istituzionali e di collaborazione tra gli UTG e gli Uffici di stato civile, coordinati dal Vice Prefetto Leopoldo Barone. E, ancora, sui servizi demografici innovativi, sportello unico dei cittadini e carta dei servizi demografici ed elettorale. Da segnalare anche l'encomiabile lavoro dei coordinatori delle varie sessioni del 22° convegno che hanno esordito con Francesco Pintor, Procuratore Generale presso la Corte d'Appello del Tribunale di Bologna, per proseguire con il Dirigente Maurizio Bruschi, responsabile dell'Ufficio Sistemi informativi automatizzati del Ministero dell'Interno, il Prefetto Mario Ciclosi, il Prefetto Lepri Gallerano, Vice capo vicario Dipartimento libertà civile ed immigrazione, il Prefetto Andrea De Martino, vice capo vicario al Dipartimento per gli Affari interni e territoriali al Ministero dell'Interno. ed il prof. Alessandro Taradel, che ha sostituito Luigi Moccia richiamato da impegni professionali a Roma. La nostra riflessione va subito all'edizione 2003 della manifestazione che, pure guardando con un occhio particolare a Bellaria, deve continuare ad essere itinerante.
In occasione del Convegno Nazionale di Bellaria, è stata data ampia diffusione alla risposta fornita dal Ministero dell'Interno, tramite l'Ufficio Territoriale di Governo di Bologna, al quesito relativo alla corretta applicazione dell'art. 30 c. 4 a dell'art. 12 c. 8 del DPR 396/2000. Il parere, che risale ai primi giorni di settembre, ricorda il principio generale contenuto nell'art. 12 c. 8 per cui "la competenza a trascrivere gli atti spetta all'ufficiale dello stato civile del Comune di residenza" e che il comune di residenza del neonato corrisponde a quello di residenza dei genitori o, almeno, della madre, chiarisce che l'atto di nascita deve sempre essere trascritto nel comune di residenza dell'interessato. Viene poi, giustamente, richiamato anche l'art. 7 del DPR 223/1989 per confermare come la trascrizione dell'atto di nascita nel comune di residenza della madre, debba sempre avvenire anche se la trascrizione stessa sia già stata effettuata nel Comune di nascita (al quale l'atto era stato trasmesso dal centro di nascita) o nel Comune di residenza del padre (nel caso i genitori avessero residenze diverse): l'iscrizione in anagrafe di un neonato per nascita (artt. 7 e 12 del DPR 223/1989) dovrà essere sempre conseguente alla trascrizione dell'atto di nascita da parte dello stesso Comune dove avverrà l'iscrizione, a prescindere da eventuali trascrizioni già avvenute in altro Comune. La prima considerazione che viene spontanea dalla lettura del parere è di esprimere apprezzamento nei confronti del Ministero dell'Interno. Infatti, la risposta è particolarmente dettagliata ed articolata, con i richiami normativi riferiti all'Ordinamento dello stato civile ed al Regolamento anagrafico e con tanto d'esempi pratici: certamente, non lascia adito a dubbi, indica una procedura certa da seguire e guida l'ufficiale dello stato civile nel corretto svolgimento dei propri compiti. Oltre a questo, la risposta del Ministero è anche di conforto rispetto a tutto il lavoro che il gruppo esperti ANUSCA ha svolto, dall'entrata in vigore del nuovo Ordinamento dello stato civile: le tesi riportate sono, infatti, quelle che tutti i relatori ed esperti dell'ANUSCA, senza alcuna distinzione, hanno sempre sostenuto in occasione di Corsi, Convegni e seminari di studio sullo stato civile. Tutto ciò vuol dire semplicemente che si è lavorato bene, che nel cercare di comprendere e spiegare le nuove normative, sono stati correttamente applicati i nuovi principi legislativi e si è sempre suggerito ai colleghi l'esatta procedura. Infine, una riflessione: tra esperti e relatori dell'ANUSCA il confronto, il dibattito, lo scambio d'opinioni e pareri è sempre continuo e costante, anche negli aspetti più semplici. Quando si danno pareri, si risponde ai quesiti, si suggeriscono procedure e comportamenti ai colleghi, s'indica sempre la strada più corretta, possibilmente semplice, ma rispettosa delle normative: certo, si può anche sbagliare (capita di rado, ma in tal caso siamo pronti a correggerci) e, forse, peccare d'eccesso di zelo (meglio quello che interpretazioni superficiali), ma lo studio, l'approfondimento, la serietà e l'impegno non vengono mai meno, perché abbiamo la consapevolezza di essere d'aiuto e supporto agli operatori ed in definitiva ai cittadini e ci rendiamo conto dei danni che soluzioni affrettate o non rispettose della norma possono causare. L'ANUSCA segue queste linee da sempre e le adesioni, la grande partecipazione al Convegno, così come alle altre iniziative che vengono svolte in tutta Italia, dimostrano il grande livello di credibilità e d'affidabilità raggiunto dall'Associazione.
Il Direttore Generale dell'ANCI, dr. Angelo Rughetti ci ha comunicato che in data 19 settembre 2002, nel corso del Consiglio nazionale dell'ANCI, è stato deliberata "la costituzione della consulta delle associazioni professionali degli Enti locali". La delibera si richiama all'art.23 e dice testualmente che "il Consiglio nazionale delibera di istituire la Consulta delle Associazioni professionale degli Enti locali". Poi specifica: "scopo della Consulta è la collaborazione tra le Associazioni professionali e l'ANCI, al fine di valorizzare il patrimonio di professionalità presente nei Comuni mettendola in rete e costruendo sinergie nei campi d'intervento". La Consulta, i cui soci fondatori sono i legali rappresentanti di ANUSCA (associazione nazionale ufficiali di stato civile e d'anagrafe), ANUTEL (associazione nazionale uffici tributi degli enti locali), ARDEL (ass.ne ragionieri dipendenti degli enti locali), ANVU (ass.ne nazi.le polizia municipale e locale d'Italia), UNITEL (unione naz.le italiana tecnici degli enti locali) e di CAROS (circolo associativo dei ruoli organizzativi e strategici) è organo consultivo dell'Associazione ed è presieduto dal Direttore generale dell'ANCI, dr. Rughetti. La delibera conclude che "il comitato promotore predispone il Regolamento per il funzionamento della Consulta che sarà sottoposto all'approvazione del Consiglio nazionale dell'ANCI, ai sensi dell'art. 17 dello Statuto". Nasce quindi la Consulta delle associazioni aderenti all'ANCI, l'associazione dei Comuni italiani che, oltre a dare visibilità alle sigle professionali, ne rafforza la rappresentatività. Esprimiamo apprezzamento per la sollecita decisione dell'ANCI e ci mettiamo a disposizione per dotare la Consulta di quel regolamento che deve garantirne il suo buon funzionamento.