di Martedì 5 Novembre 2002

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Il domicilio virtuale del cittadino
Una casella di posta elettronica identificata
di Gerardo Volpi
(Postecom S.p.A. - Direzione Mercato, Marketing Business)

In un ipotetico mondo ideale, ognuno di noi vorrebbe assolvere i propri principali impegni quotidiani restando comodamente a casa o in ufficio; ma come c'immagineremmo di dialogare con la Pubblica Amministrazione? Ad esempio, che sistema ci verrebbe in mente per ricevere comunicazioni dal nostro Comune, come gli avvisi sulla scadenza dei nostri documenti d'identità, la conferma delle prenotazioni di determinati servizi o i moduli per le autocertificazioni? La risposta riguarderebbe sicuramente la posta elettronica o qualcosa di simile. Per avvicinarci sempre più a quell'ipotetico mondo ideale, ci stiamo muovendo verso quello virtuale; Postecom, la società del Gruppo Poste Italiane dedicata ai servizi Internet, ha raccolto e sviluppato un'idea di ANUSCA: "il domicilio virtuale del cittadino", in grado di soddisfare tutti i requisiti richiesti dal caso. La base di partenza è "Postemail", il servizio gratuito di posta elettronica che Postecom gestisce sul sito www.poste.it e che si distingue dagli altri più comuni servizi di "freemail" perché garantisce l'identificazione univoca del richiedente: l'indirizzo e-mail assegnato all'utente corrisponde, infatti, al suo codice fiscale (codicefiscale@poste.it) ed è contemporaneamente raggiungibile anche con l' "alias" nome.cognome@poste.it. Lo strumento per consentire comunicazioni tra cittadini e Pubblica amministrazione, in aggiunta a quelli tradizionali, può essere dunque la posta elettronica che tutti conoscono ma con qualche importante elemento in più. Va premesso che le disposizioni legislative sulle comunicazioni telematiche e i recenti eventi legati ai bandi per l'e-government, previsti dal Ministero per l'Innovazione e per la Tecnologia, hanno di fatto spinto gli enti locali ad accelerare i processi di semplificazione amministrativa degli ultimi anni e d'incremento dell'efficienza. In quest'ottica, diviene assolutamente strategica la diffusione della posta elettronica da parte della Pubblica Amministrazione, quale presupposto per la comunicazione con i cittadini, a patto d'avere però idonee garanzie in termini di sicurezza nell'identificazione dell'utente. Come avere dunque certezza dell'effettiva identità della controparte, in un mondo a tutti gli effetti virtuale? La soluzione è il "domicilio virtuale", un'evoluzione del servizio "Postemail", e in particolare l'innovativo processo legato al suo rilascio. La casella di posta elettronica, anche in questo caso basata sul codice fiscale e associata dunque univocamente alla persona fisica (codicefiscale@poste.it o indifferentemente nome.cognome@poste.it), è unica per ciascun utente; è erogata da Postecom a seguito dell'identificazione del titolare, che è effettuata di persona da parte degli Ufficiali di Anagrafe, di Stato Civile e Elettorale agli sportelli presso l'ufficio comunale. Per richiedere il servizio, completamente gratuito, il cittadino deve dunque recarsi presso gli sportelli degli uffici comunali aderenti al progetto e farsi identificare; il Comune abilita l'utente ad effettuare poi l'attivazione online del servizio sul sito di Poste.it (gestito da Postecom). Tra i Comuni e Postecom, che funge in questo caso anche da terza parte operante a livello nazionale, vi è una trasmissione costante e un riscontro incrociato dei dati dei cittadini che richiedono il servizio presso gli sportelli e di coloro che effettivamente attivano la casella di posta elettronica sul sito. I Comuni aderenti al progetto hanno poi evidenza di tutti gli indirizzi e-mail attivati dai cittadini anche di altre città: vengono in questo modo superate le barriere legate alla competenza territoriale. La sicurezza delle comunicazioni avviene in modalità cifrata ed è assicurata dal protocollo SSL, il metodo ad oggi ritenuto più sicuro su web. Il progetto, nato da un'idea di ANUSCA e sviluppato da Postecom, è partito presso il Comune di Cesena ed è attualmente in fase di valutazione presso numerosi altri Comuni italiani. Circa gli svariati ambiti di applicazione, la fantasia si può facilmente sbizzarrire: avviso della scadenza della propria carta d'identità, procedimenti per le dichiarazioni del cambio di residenza, autocertificazioni pre-compilate, attività inerenti le tessere elettorali, richieste di documenti, prenotazioni di servizi. Ma non si tratta solo di fantasia: grazie al domicilio virtuale, quel mondo ideale cui si accennava all'inizio è sempre meno ipotetico.


L'impegno di ANUSCA nel rinnovo del CCNL
di Franco Ruggieri

La decisione degli organi dirigenti ANUSCA di assicurare un supporto all'aspetto contrattuale per la salvaguardia e la difesa della professionalità dell'Ufficiale di Stato Civile, d'Anagrafe e dell'allora responsabile dell'Ufficio Elettorale, prese forma dalla primavera del 2000. In occasione dell'applicazione del contratto, alcuni dirigenti della provincia di Ascoli Piceno chiesero ed ottennero di incontrare le OO.SS. sul tema dell'inquadramento degli operatori dei Servizi demografici ed il quadro che le OO.SS. fecero della realtà del Piceno fu alquanto desolante. Emerse che là dove le Amministrazioni Comunali dovevano contenere le spese, la prima struttura alla quale non veniva riconosciuta un'indennità di posizione, era proprio quella demografica. A fronte di questa soluzione, soprattutto nei piccoli Comuni, ai demografici venivano attribuite le più svariate competenze (segreteria, cimiteri, attività sociali, gestioni di case protette). Evidente quindi la penalizzazione dei demografici rispetto ad altre figure quali le tecniche, le contabili, le amministrative. L'impegno dell'associazione si munì delle gambe dell'ANUSCA Regionale Marche, presieduta dal dr. Gabriele Vincenzi del Comune di Mombaroccio e si decise di lavorare in prospettiva del rinnovo contrattuale 2002?2005. Fu fissato un incontro con le segreterie regionali Marche dei sindacati di categoria CGIL, CISI, e UIL per il giorno 14/12/2000. Nell'estate 2001 la delegazione ANUSCA (oltre a Ruggieri e Vincenzi, il presidente Paride Gullini) si recò per ben due volte a Roma ad incontrare le segreterie nazionali di categoria e portò a casa diversi successi: il primo rappresentato dalla grande attenzione che le tre OO.SS. avevano riservato all'ANUSCA; il secondo fu l'assicurazione che nel prossimo contratto si sarebbe fatto sicuramente menzione, nella declaratoria delle categorie, delle figure dell'Ufficiale di Stato Civile, d'Anagrafe ed Elettorale, mentre il terzo, è stato il riconoscimento delle ore di straordinario per le figure apicali in occasione di elezioni politiche e/o amministrative e/o referendum e in occasione del Censimento. Abbiamo riscontrato, nella piattaforma del rinnovo contrattuale, che le OO.SS. hanno rispettato l'impegno allora assunto. Negli ultimi convegni nazionali di Andalo (2001) e di Bellaria (2002), i rappresentati di CGIL, CISL, UIL hanno illustrato le difficoltà del tragitto iniziato: 1) di natura economica (vedi legge Finanziaria); 2) normativa (vedi la mancanza di leggi in cui si regolamenti il settore demografico); 3) di intervento del sindacato nella organizzazione di ciascun Ente (vedi l'autonomia organizzativa del Comune). Abbiamo quindi rivolto la nostra attenzione verso quelle figure che maggiormente sono penalizzate all'interno dei singoli Comuni. L'obiettivo minimo da portare a casa è stato quello di far sparire tra gli operatori dei servizi demografici le categorie stipendiali A e B. La lettura del nuovo contratto ci dimostrerà se la strategia è stata quella giusta. Il cammino di questa idea continua con l'appello lanciato nell'ultimo convegno di Bellaria 2002, nel senso di studiare una civile protesta all'interno della struttura dove ciascuno di noi opera. Ciò significa che ogni operatore non deve più subire passivamente le situazioni che gli vengono imposte, ma deve sostenere con energia le proprie rivendicazioni e informare maggiormente tutti gli interlocutori possibili. Si dovrà parlare con il sindaco, gli assessori, i consiglieri, il direttore generale, il segretario comunale, il dirigente, con i sindacati, con i politici locali e nazionali. Questa forma di informazione potrà certamente contribuire a gratificarci. Al settore demografico sono stati demandati specifici, delicati ed innovativi compiti. Ora chiediamo non sono oneri ma anche onori. La spinta per questi riconoscimenti deve partire da noi e solo se saremo numerosi e compatti vinceremo. Chiederemo con forza ai sindacati di sostenere quel giusto inquadramento contrattuale che è parte del documento rilanciato a Bellaria.


Dal 27 al 29 novembre al Palazzo del Parco
Convegno regionale a Bordighera
di Sauro Dal Fiume

Mercoledì 27 novembre si terrà al Palazzo del Parco di Bordighera la prima giornata di lavori del Convegno regionale ANUSCA della Liguria. Alle 14,30 con il saluto del sindaco Giovanni Bosio, sarà presentato il corso che terminerà venerdì 29 novembre. Dopo il primo cittadino ligure, saluteranno i partecipanti al Convegno regionale, il Segretario generale Paolo Caldani, il presidente ANUSCA Paride Gullini ed il presidente del Comitato provinciale ANUSCA Agostino Arduino. Subito dopo, la prima relazione, di Valeria Pini (responsabile SS.DD. Comune di Bergamo) su "Anagrafe oggi: lo straniero e i suoi rapporti con l'anagrafe e lo stato civile dopo l'emanazione del Testo Unico delle leggi dell'immigrazione", cui farà seguito il dibattito e la risoluzione dei quesiti. Nella mattinata di giovedì 28 novembre Renzo Calvigioni, responsabile SS.DD. del Comune di Corridonia, parlerà di "Ordinamento stato civile: il regime delle correzioni e delle rettificazioni degli atti di stato civile" e, nel primo pomeriggio, Vilma Viarengo (responsabile Area stato civile del Comune di Genova) di "Modalità operative per la registrazione degli atti di nascita in caso di dichiarazione resa presso il Centro di nascita" e di "Nuovo formulario dello stato civile". Nella giornata conclusiva del convegno regionale, venerdì 29 novembre, il vicepresidente ANUSCA Sergio Santi (responsabile Ufficio Elettorale del Comune di Bologna), relazionerà sulla "Gestione AIRE e novità del voto degli italiani all'estero" e Adriano Gini (dirigente del Comune di Imola) su "L'utilizzo della CIE come tessera elettorale nell'esperienza del Comune di Imola". Le iscrizioni dovranno pervenire entro il 21 novembre alla segreteria ANUSCA, presso la sede nazionale di Castel San Pietro Terme (per informazioni: 051-944641 - fax 051-942733 - sito ANUSCA www.anusca.it ).


Ufficio Cittadinanza del Comune di Roma
La Carta Costituzionale per il neo connazionale

Angela Anglisani e Paola Schirru hanno comunicato all'ANUSCA che dal mese di settembre, il Comune di Roma, sta provvedendo a consegnare al neo connazionale la "Carta Costituzionale" e la copia del Decreto concessorio della cittadinanza italiana. Le colleghe di Roma auspicano che questa iniziativa possa essere recepita da altri Comuni, al fine di sottolineare la rilevanza della piena integrazione del neo connazionale nell'ambito della nostra collettività mediante l'attribuzione dell'interezza dei diritti civili e politici legati al nuovo status civitatis. "L'Italia - scrivono Anglisani e Schirru - sta diventando sempre più uno stato multirazziale. I cittadini stranieri presenti nel nostro territorio ed in possesso dei requisiti previsti dalla legge, chiedono di poter terminare il processo d'integrazione presentando istanza per la concessione della cittadinanza italiana. Il processo di naturalizzazione produce forti aspettative nello straniero che spera di veder risolvere costì i molti problemi connessi alla sua condizione di non cittadino. La Direzione della 1° U.O. del XXII Dipartimento del Comune di Roma, in collaborazione con l'Ufficio Cittadinanza, si è attivata per sottolineare il momento conclusivo di questo iter, creando un clima particolare solennità del giuramento di fedeltà alla Repubblica. Si è ritenuto predisporre per la consegna, a tutti coloro che abbiano a prestare tale giuramento, di un opuscolo contenente il testo della Carta Costituzionale, al fine di favorire la conoscenza dei diritti e doveri al neo cittadino e, in tale occasione, consegnare anche una copia conforme del Decreto concessorio della cittadinanza italiana.