di Venerdì 17 Maggio 2002

Stato Civile: in Polonia il Congresso delle Associazioni europee
Armonizzare le norme per tutelare i diritti dei cittadini
di Primo Mingozzi

Dalla Polonia, dove si è svolto il 2° congresso delle Associazioni europee di stato sivile, è emersa con forza l'esigenza di armonizzare le normative dei vari paesi in materia di stato civile "per rispondere più adeguatamente ai bisogni ed alle esigenze dei cittadini" come auspicato nella sua relazione dal presidente dell'Associazione italiana, Paride Gullini, che si è intrattenuto sulle novità delle leggi sul nuovo Regolamento per l'Ordinamento di stato civile e sulla cittadinanza. Segnalate le novità più significative che "ampliano le competenze degli ufficiali dello stato civile, che possono oggi ricevere anche gli atti di cittadinanza e celebrare matrimoni civili", l'oratore si è soffermato sulle nuove norme sulla cittadinanza, evidenziandone i principi innovativi, basati sul "consolidamento del principio di parità tra uomo e donna per l'acquisizione della cittadinanza a seguito del matrimonio. Si privilegia la volontà della persona e s'introduce il principio della doppia cittadinanza, con il diritto di conservare la cittadinanza italiana nel caso di naturalizzazione straniera a condizione che la persona non renda dichiarazione di rinuncia alla cittadinanza italiana". Un beneficio che però viene a cadere se la cittadinanza straniera che si è acquisita è di quegli Stati che "hanno aderito alla convenzione sulla riduzione dei casi di cittadinanza plurima". Diritto di famiglia, stato civile e legge sulla cittadinanza introdotte dal presidente Gullini, anche in qualità di vice presidente dell'Associazione europea, hanno costituito l'asse portante di una tematica che è comune anche agli altri membri dell'associazione (Germania, Polonia, Olanda, Austria e Svizzera) ma con forti differenze in sede d'applicazione delle varie normative, delle cui contraddizioni il 2° Convegno europeo si è occupato a lungo. Particolarmente enormi le differenze circa il riconoscimento di paternità, oggetto di una relazione del nostro Renzo Calvigioni (del quale riportiamo a parte una breve dichiarazione). Molto controverso anche il tema dei "diritti" che vede legislazioni su stato civile e cittadinanza, molto diverse, come quella olandese di cui il relatore Tony Nijenkamp, presidente dell'associazione di quel paese ha illustrato le novità in materia di matrimonio, dov'è legale quello fra omosessuali, i quali possono anche adottare un bambino. Da quando è in vigore questa legge, i matrimoni sono diminuiti del 10%. Comunque la legge vale per tutte le coppie di fatto, anche se la sua applicazione è complessa perché "deve respingere i tanti falsi nei documenti richiesti per contrarre matrimonio". Dall'Olanda alla Svizzera (relatrice la presidente Joanna Vonnez), Paese dove dal primo gennaio 2001 è entrato in funzione un nuovo codice familiare ancora più severo: pochi permessi di soggiorno e lunga procedura documentale per potersi sposare. Comunque il cittadino straniero che sposa uno svizzero, può chiedere la cittadinanza non prima che siano trascorsi 6 anni di residenza in Svizzera, 12 anni di residenza per due cittadini stranieri. 8 anni il tempo di soggiorno richiesto in Germania per gli stranieri, relatore il presidente europeo Helmut Weidelener, che evidenzia il fenomeno migratorio proveniente dalla Turchia, dovuto "ad una legge troppo tollerante" che crea non pochi malumori fra la popolazione tedesca. Dall'Austria ha fatto notizia la diminuzione della maggiore età con conseguenti nuovi diritti dei coniugi e tutela del bambino. A riferire sul nuovo codice civile del 1999 e legge sul matrimonio è stato il presidente dell'associazione austriaca, Hannes Schlacher, il quale ha sostenuto che "sono stati fortificati i principi di tutela dei cittadini più deboli". Il Congresso delle Associazioni europee di stato civile si è concluso con il presidente polacco Krzysztof Szczepanek che, oltre a salutare e ringraziare le altre delegazioni e gli osservatori di Slovacchia e di Slovenia, ha dato appuntamento al 3° Convegno Europeo che si terrà nella città austriaca di Graz, che nel 2003 sarà anche "capitale europea della cultura".


Un caso problematico di riconoscimento di paternità tra Italia e Polonia

Al 2° Convegno Europeo, in occasione del dibattito, è emerso un aspetto problematico nell'applicazione delle normative relative al riconoscimento dei figli naturali, in rapporto alla disciplina prevista, per le diverse fattispecie, dall'Italia e dalla Polonia. La delegazione polacca ha evidenziato che loro concittadine, regolarmente coniugate, possono ottenere, in Italia, il riconoscimento di paternità di un loro figlio avuto non dal marito, ma da un cittadino italiano che si dichiara padre, con la conseguenza che il figlio diventa anche cittadino italiano per discendenza: tale situazione è in palese contrasto con la legislazione della Polonia che non consente, in alcun modo, che la donna coniugata possa riconoscere un figlio nato fuori dal matrimonio. Di parere diverso è stato il dr. Renzo Calvigioni che ha evidenziato come la normativa italiana risulti favorevole all'ammissibilità del riconoscimento, specialmente dopo la sentenza n. 11073 del 10.10.1992 della Corte di Cassazione, che ha affermato che la procreazione da una donna coniugata non è elemento sufficiente per la presunzione di paternità ex art. 231 c.c., ma è indispensabile che vi sia anche un atto di nascita che dichiari quel figlio come legittimo. In altre parole, lo status di figlio legittimo si acquisisce con la formazione dell'atto di nascita nel quale viene dichiarato tale: se, nella formazione dell'atto, viene denunciato come naturale, quello diventa il suo status anche se la madre è in costanza di matrimonio. Alla luce della suddetta sentenza, la donna coniugata può riconoscere come figlio naturale quello nato dall'unione con un uomo diverso dal marito, pur in costanza di matrimonio: quello che viene ad affermarsi è il superamento del principio della legittimazione a vantaggio della verità. Questo può accadere anche nel caso la donna sia cittadina polacca ma l'uomo che intende procedere al riconoscimento sia cittadino italiano: in tal caso, il figlio sarà italiano con la conseguenza che, secondo le norme di diritto internazionale privato, la legislazione applicabile sarà quella del nostro ordinamento. Al contrario, la normativa polacca non prevede in alcun modo la possibilità che la donna possa, in costanza di matrimonio, avere un figlio da un uomo diverso dal marito: la presunzione di paternità opera automaticamente senza alcuna eccezione e senza deroghe, la presunzione della discendenza del bambino dal marito della madre vige incondizionatamente anche se, per chiunque, è evidente che il bambino non viene dal marito della madre.


Cifre e dati di www.anusca.it - "Affezionati" al sito
di Sauro Dal Fiume

Il funzionamento di un sito Internet si può misurare da molti elementi, a cominciare dalle migliaia di contatti. Il sito www.anusca.it nei primi quattro mesi del 2002 ha sempre superato quota 40.000 contatti mensili, ma cerchiamo di capire, con l'aiuto dei tecnici informatici di ANUSCA, anche qualcosa di più di "chi e perché" visita le pagine web dell'associazione. Prendendo in esame il mese di aprile 2002, il 71,1% degli utenti del sito Internet ANUSCA si può definire "affezionato", perché ha inserito www.anusca.it tra i siti "preferiti" e direttamente si collega alle pagine web di ANUSCA. Il 26,9%, invece, consulta il sito dell'associazione provenendo da altri siti che contengono il "link" di ANUSCA (comuni.it, interno.it, comune.roma.it, servizidemografici.com), mentre solo il 2,1% utilizza i motori di ricerca per arrivare al sito ANUSCA. Sono in media oltre 400 gli utenti "affezionati" che con continuità, giornalmente, si collegano direttamente al sito Internet dell'associazione, mentre in totale si è toccata quota 42.500 contatti nel mese d'aprile ed i giorni più "affollati" sono come sempre i primi della settimana (lunedì e martedì, segue il venerdì). Le "pagine" web più visitate, home page a parte, sono quelle relative ai "quesiti", "novità", "ANUSCA flash", "legislazione", "quesiti del mese" e "Nuovo Stato Civile: nuovo formulario". Interessante anche conoscere i tempi di "permanenza media" degli utenti di www.anusca.it. Si parte da pochi secondi e si arriva anche a 5 ore il giorno (nel caso ad esempio del "corso on line" sull'Ufficiale Elettorale). Analizzando sempre il mese d'aprile, si rileva che la maggioranza degli utenti (73,7%) ha una permanenza media tra il minuto e la mezz'ora, in particolare il 30,4% resta collegato con il sito Internet ANUSCA tra 1 e 5 minuti, il 17,1% tra 5 e 10 minuti, mentre il 26,2% è collegato da 10 minuti a mezz'ora. C'è anche un 18,5% che resta collegato per meno di 60 secondi, ma su questo dato, almeno in parte, potrebbe aver influito il sondaggio on-line (lanciato ad inizio anno) per conoscere le preferenze dei soci ANUSCA riguardo alla scelta della sede del XXII Convegno nazionale (24-27 settembre), che ha visto prevalere Bellaria (Rimini). In ogni caso non è detto che una permanenza "breve" (tra pochi secondi e 5 minuti), significhi solo una "toccata e fuga" dell'utente. Proprio grazie al dato degli "affezionati" al sito ANUSCA, si può dedurre che molti degli utenti che si collegano a www.anusca.it sanno già dove andare, nel senso della casella o rubrica ed anche che l'home page è facilmente consultabile. Ultima curiosità che vi proponiamo, la provenienza degli utenti. Come si può ben immaginare la stragrande maggioranza di visitatori è italiana, ma nei primi 4 mesi del 2002 già oltre 400 utenti hanno consultato www.anusca.it dall'Europa e dal mondo. Subito alle spalle dell'Italia ci sono, un po' a sorpresa, due Paesi sudamericani: l'Argentina (183 utenti) ed il Brasile (75). A seguire, la Germania (35), la Svizzera (32), la Gran Bretagna (30) e la Francia (27). A scendere, tra gli altri, troviamo 10 utenti del Canada, 5 di Venezuela e Colombia, 2 del Giappone, quindi ci sono una ventina di Paesi con una consultazione: Cile, India, Messico, Kenya, Repubblica Domenicana, Lituania e Russia quelli più lontani.


XXII Convegno nazionale ANUSCA
Adesioni al Comitato d'Onore

Tra le prime adesioni al Comitato d'Onore del XXII Convegno nazionale ANUSCA (che si terrà a Bellaria-Igea Marina, provincia di Rimini, dal 24 al 27 settembre), segnaliamo quelle di Marcello Pera, presidente del Senato della Repubblica, di Pierferdinando Casini, presidente della Camera dei Deputati e di Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio dei Ministri (conferma arrivata con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri al convegno nazionale dell'associazione). Sono giunte anche le adesioni di Sabato Malinconico, Capo Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell'Interno, di Umberto Calandrella, Prefetto di Rimini, di Gianni Scenna, sindaco di Bellaria ed il patrocinio dell'ISTAT (Luigi Buggeri ha confermato la propria adesione al Comitato d'Onore del XXII Convegno nazionale ANUSCA).


Un progetto della Prefettura di Ferrara Sportello Unico della cittadinanza
di Romano Minardi

L'ufficio territoriale del Governo di Ferrara ha avviato un'interessante iniziativa che intende affrontare, con uno spirito di servizio nei confronti dei cittadini, i diversi problemi legati all'applicazione della legge sulla cittadinanza. Problemi in genere molto complessi che lasciano i cittadini disorientati anche perché non esiste quasi mai un collegamento e una collaborazione organizzata e istituzionalizzata fra gli uffici comunali e le Prefetture. Il progetto della Prefettura di Ferrara, la cui realizzazione è curata dall'avv. Adriana Sabato, vice Prefetto aggiunto, si pone l'obiettivo di colmare questa lacuna con l'istituzione dello "Sportello Unico" della cittadinanza. Ecco un riassunto del testo. E' noto che la competenza a determinare l'acquisto, la perdita o il riacquisto della nostra nazionalità sono attribuiti, secondo le diverse ipotesi disciplinate dalla legge 5 febbraio 1992, n.51, al Ministero dell'Interno o alle amministrazioni comunali. La delicatezza e la particolare attualità della materia, legata alla rilevante immigrazione di extra comunitari, hanno bisogno di soluzioni rapide ed univoche, ma non sempre trovano nei piccoli Comuni una professionalità adeguata ad affrontare le molteplici fattispecie concrete. Infatti, la richiesta di applicazione di fattispecie astratte previste dalla legge n.51/92, se rapportata all'intero territorio provinciale, può avere una rilevanza tale da richiedere quell'approfondimento della materia tale da giustificare una preparazione specifica, mentre suddivisa acquista un carattere di eccezionalità che non consente agli addetti di rendere il servizio ottimale. D'altro canto, diversi cittadini stranieri che intendono acquisire nazionalità italiana, per matrimonio o per naturalizzazione, non risiedono a Ferrara e potrebbero trovare comodo riuscire a presentare la loro istanza tramite il Comune di residenza. Quest'ultimo dovrebbe poi inviare la domanda completa dei certificati (residenza, matrimonio, ecc.), verificando la veridicità delle dichiarazioni rese agli interessati. Ovviamente, la fattibilità di questo progetto va verificata in tutti i suoi aspetti: 1) il reale interesse per la costituzione dello Sportello Unico; 2) collegamenti informatici; 3) numero di personale; 4) l'impatto del progetto.