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Venerdì 15 Febbraio 2002
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Il piano di e-government sta decollando, gli avvisi per i bandi di coofinanziamento
promessi dal Ministro per l'Innovazione e Tecnologia Lucio Stanca sono in gran
parte definiti e già analizzati in prerelease dagli organi rappresentanti degli
enti locali, Anci, Upi, Cisis.
Le recenti visite del ministro Stanca presso alcune regioni (Piemonte, Emilia-Romagna,
Veneto) hanno già avviato il costruttivo confronto, nel quale gli enti locali
presenti hanno dimostrato un grande interesse e coinvolgimento, manifestando
fermamente l'intenzione a partecipare attivamente in prima persona a quest'azione
sinergica.
Alcune regioni hanno già anticipatamente presentato i loro piani territoriali
ed avviato la raccolta di proposte di progetti da presentare successivamente,
ma i Comuni come si stanno attivando? Su questo tema abbiamo intervistato Leonardo
D'Amico (referente nazionale informatico Anusca) che in diverse occasioni ha
seguito in ambito Anusca iniziative di innovazione e tecnologia con Comuni associati.
Come si stanno organizzando i Comuni per partecipare al piano e quali sono le
aree d'intervento ritenute prioritarie?
R - Dobbiamo premettere alcune considerazioni che individuano le attività svolte
da Anusca come "e-gov compliant": primo, lo sviluppo di progetti realizzati
in aggregazioni di Comuni è una caratteristica qualificante dei progetti stessi;
secondo, i temi che l'Anusca cura come associazione sono fra i temi determinati
per il piano di e-government (servizi al cittadino, anagrafe nazionale, carta
d'identità elettronica); terzo, le azioni previste dal piano di e-gov puntano
principalmente su due direzioni il "C2G", rapporto tra cittadino ed istituzioni
con l'accesso telematico diretto dei cittadini ai servizi di front-office ed
il "G2G" rapporti fra le Istituzioni della pubblica amministrazione, servizi
di infrastruttura per le comunicazione telematiche. Tutti argomenti attualmente
(e da tempo) trattati da Anusca. Possiamo citare un interessante progetto legato
al tema C2G condotto da un gruppo (più di 30 Comuni Anusca) che, prima si è
costituito per sostenere la sperimentazione della "cie" poi, al calo di attenzione
sul tema, si è indirizzato sui servizi comunque attivabili sia dalla carta d'identità
elettronica, sia dalla nuova carta nazionale dei servizi.
Il progetto denominato "Il portale per i servizi della P.A. ad accesso unificato"
prevede l'analisi dell'erogazione, tramite portale, di servizi comunali Demografici
e la loro normalizzazione su scala nazionale. Il progetto si aggancia quindi
a portali esistenti che s'incaricheranno di tutti i servizi d'identificazione
e autenticazione delle carte utilizzate in un contesto architetturale dove vi
è equivalenza di ruolo degli enti coinvolti e dove ciascun ente conserva l'autonomia
nella scelta dei servizi, nella presentazione e nelle modalità da erogazione.
Nella sostanza le Pubbliche Amministrazioni che utilizzeranno questo modello
saranno in grado fin da subito, in coerenza con le norme vigenti, di attivare
un proprio procedimento al momento della ricezione dell'istanza telematica inviata
dal cittadino tramite portali generalisti e rilevata nella casella di posta
certificata attribuita all'ente stesso, collegata in tutta sicurezza al portale,
o in alternativa di attivare le proprie procedure informatiche connesse con
la richiesta effettuata che comunicheranno in maniera transazionale con il cittadino
tramite il portale.
Cosa si sta facendo sul tema dei collegamenti tra Amministrazioni tanto
importante per i Servizi Demografici, per esempio per adempiere alle verifiche
sull'autocertificazione?
R - Altro tema che l'Anusca sta approfondendo con i propri gruppi di lavoro
è il tema della cooperazione applicativa tra enti che sembra importante per
il piano di e-gov, infatti, negli avvisi dei bandi è previsto un intero allegato.
L'Anusca, infatti, partecipa al progetto finanziato dal Dipartimento della Funzione
Pubblica "Comunicazione elettronica tra Pubbliche Amministrazioni; la firma
digitale nelle comunicazioni tra Stato Civile ed Anagrafi" dove più di cento
Comuni coinvolti stanno già predisponendo nelle proprie amministrazioni gli
strumenti informatici sperimentali (porte di rete) in grado di far colloquiare
in forma sicura e certificata gli uffici preposti a determinati procedimenti
al fine di fare in forma automatica le visure necessarie in caso di autocertificazioni.
Il piano di e-gov prevede la partecipazione dei Comuni a eventuali finanziamenti,
che cosa si sta facendo per questo?
R - Anche questo tema è sotto attenzione, infatti, Anusca per questi progetti
è in stretto contatto con il vice presidente Anci dr. Burchiellaro per mettere
a disposizione del suo gruppo le conoscenze acquisite al fine di farli confluire
in un unico significativo disegno omogeneo riguardante l'e-gov dei Comuni ed
essere presentati alle selezioni previste per i finanziamenti come un esempio
condivisibile di "buone soluzioni" da diffondere in tutte le Amministrazioni.
Abbiamo da poco salutato il 2001, anno che per il tesseramento ANUSCA è stato
davvero fertile, sia per i Comuni iscritti che per i soci individuali. Più del
50% delle regioni ha fatto addirittura registrare un "en-plein" d'aumenti in
tutte le province, ma è soprattutto l'aver varcato la soglia dei 3.000 Comuni
iscritti (+18% rispetto al tesseramento 2000) che fa allargare il sorriso in
casa Anusca.
Pur con dati non ancora completi (ci sono comuni che stanno ultimando la procedura
d'adesione) possiamo già affermare che la regione-leader del 2001 è stata la
Lombardia con 720 enti iscritti (+23%), trainata dalle province di Brescia
(+74%) e di Varese (+42%), ma il bilancio è soddisfacente anche per le altre
province lombarde. Molto bene anche il Piemonte (+27%) che ha avuto in
Torino (+60%), Verbania Cuseo Ossola (+26%) e Novara (+20%) le province più
attive, seguite da Alessandria e Cuneo, ma anche Asti, Biella, e Vercelli hanno
fatto registrare passi in avanti. Sul podio sale il Veneto che è vicino
alla soglia dei 400 comuni iscritti, pur senza aver fatto registrare nel 2001
un picco d'aumento (+9%). Decise le avanzate di Belluno (+21%) e Verona (+20%),
in crescita Padova, Treviso e Vicenza, conferma per Rovigo, l'unico neo è Venezia,
in leggero calo. Restando al nord, in forte progresso il Friuli Venezia Giulia
(+23%), altra regione che ha fatto registrare un "en-plein" d'aumenti in fatto
di comuni iscritti, grazie alle province di Udine, Pordenone, Gorizia e Trieste
(va ricordato che queste ultime due province hanno anche l'en-plein dei Comuni
iscritti all'Anusca). Cresce e di molto (+27%) anche il Trentino Alto Adige,
in particolare grazie alla provincia di Trento (+26%) che nel 2001 ha ospitato
il XXI convegno nazionale di Andalo, stabile la Valle d'Aosta.
Aumenta anche la Liguria (+11%), grazie a Savona, Imperia e Genova. Passo
in avanti per l'Emilia Romagna (+5%) che ha mancato l'en-plein per una
sola provincia (Modena, in calo), mentre sono aumentati gli enti iscritti nelle
altre 8 province, con Bologna, Piacenza e Rimini in prima fila. Bilancio positivo
anche per il centro Italia, dove le Marche, con in testa Pesaro (+32%),
hanno fatto registrare una crescita complessiva del 15% e la Toscana
(+9%) si conferma tra le regioni più fedeli all'Anusca, grazie alle province
di Arezzo, Livorno, Prato e Siena. Salto in avanti per l'Umbria (+21%)
trascinata da Perugia, ma anche per Abruzzo (+12%), Molise (+19%) e soprattutto
per il Lazio (+26%), con la provincia di Roma in pole position (bene
anche Rieti e Latina).
Nel Sud le prime tre posizioni spettano di diritto a Campania (+45%),
Calabria (+34%) e Sicilia (+23%), le prime due addirittura con
aumenti di enti iscritti in tutte le province, in particolare Napoli, Salerno
e Benevento per la Campania e Reggio Calabria e Cosenza per la Calabria. Da
segnalare anche l'impennata di adesioni nelle province siciliane, come Catania
(+63%), Agrigento (+50%) e Palermo. Risultati meno brillanti, ma non per questo
negativi, nelle altre regioni dello Stivale: la Basilicata e la Puglia
hanno confermato il numero di Comuni iscritti nel 2000, mentre la Sardegna
ha fatto registrare un aumento del 10%, grazie soprattutto alla provincia di
Sassari (+29%).
Positivo anche il bilancio 2001 dei soci individuali, arrivati a quota 3.300
(+21% rispetto al 2000). E' sempre la Lombardia (+31% e vicina ai 500
iscritti) al vertice, con le province di Como, Cremona e Brescia in forte aumento,
seguite da Milano e Bergamo (unico neo Lecco). Il Veneto (+13%) con quasi
400 soci e l'Emilia Romagna (+6%) con oltre 300 sono le damigelle d'onore,
ma in fatto d'aumenti nel 2001 sono state sopravanzate dal Piemonte (+71%)
che ha registrato forti crescite in tutte le province; dalla Campania
(+53%), che ad esempio ad Avellino è passata da un solo iscritto a ben 48 soci,
ma è forte anche a Benevento e Caserta; dalla Sicilia (+48%) che ha in
Messina, Catania, Enna e Siracusa le province più attive in fatto di tesseramento.
Aumenti consistenti anche in Basilicata (+31%), Marche (+25%),
Sardegna (+25%), Trentino Alto Adige (+22%), mentre la crescita
esponenziale del Molise (+210%) è dovuto al precedente numero d'iscritti,
abbastanza contenuto. Segno "più" anche per le altre regioni, tra le quali si
sono distinte la Puglia (+15%) ed il Lazio (+8%).
S.D.F.
Il primo corso di formazione per "docenti ed esperti Anusca", svoltosi dal
24 al 26 gennaio (presso l'hotel Terme di Castel San Pietro) è stato onorato
dalla presenza del prefetto Mario Ciclosi, direttore centrale della direzione
centrale per i servizi demografici del dipartimento per gli affari interni e
territoriali del ministero dell'interno e del prof. Alessandro Truini, consulente
del ministro per il federalismo, invitati dal presidente Paride Gullini. Dopo
un cordiale saluto del direttore Ciclosi e del prof. Truini ai partecipanti,
il presidente Gullini ha spiegato i motivi che hanno "spinto l'Anusca ad impegnare
risorse per organizzare non uno, ma tre corsi di formazione per relatori. L'obiettivo
d'ogni partecipante credo sia quello di esporre nel modo migliore le cose che
sa e speriamo che la nostra iniziativa consenta di migliorare la professionalità
di tutti voi e dei futuri partecipanti".
Il presidente Gullini, parlando della futura Accademia degli ufficiali di stato
civile, ha poi comunicato ai presenti che "il ministero è impegnato in prima
battuta per riuscire a realizzare una struttura che sia un riferimento nazionale
per tutta la categoria degli operatori demografici. Ringrazio il direttore Ciclosi
ed il prof. Truini per essere intervenuti e confidiamo l'Accademia si possa
concretizzare per portare un contributo per migliorare la professionalità di
coloro che operano nel settore dei servizi demografici".
Il programma del corso ha riguardato la "preparazione dell'intervento formativo",
"l'esposizione e le tecniche di gestione dell'aula" e "la comunicazione come
dispositivo relazionale". Al termine delle tre giornate, completamente a carico
dell'Anusca, abbiamo intervistato la coordinatrice del corso, Chiara Pancaldi
(Scs-azioninnova, coordinatrice del corso). "Questo è un corso che Anusca ha
voluto organizzare in vista della costituzione dell'Accademia, in quanto il
numero di formatori che occorreranno per le numerose attività che l'associazione
dovrà seguire è maggiore alla disponibilità attuale di relatori che possono
svolgere questo compito. C'è stato un numero di richieste molto superiori alle
attese e questo ha spinto Anusca a rivolgersi alla nostra società di formazione
e consulenza. Al corso seguirà una selezione, basata su una prova di simulazione
per testare le tecniche di presentazione degli aspiranti relatori. Poiché le
richieste sono state molto numerose, Anusca ha deciso di organizzare, dopo di
questo, altri due corsi di formazione".
S. D. F.
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