
Anno XVIII, numero 3 - Marzo 2003
Pubblichiamo la lettera inviata dagli operatori del servizio d’anagrafe del Comune di Piacenza inviata ai sindacati provinciali e di categoria di Cgil, Cisl e Uil e per conoscenza al presidente dell’ANUSCA Paride Gullini, che risponde a Telelibertà accusandola di “informazione scorretta”. Il notiziario di Telelibertà ha mandato in onda, nella serata di giovedì 6 c.m., un servizio incentrato sull’anagrafe comunale di Piacenza. Nel corso dello stesso risulta siano stati intervistati cittadini ed operatori dei servizi anagrafici. Alcuni ascoltatori affermano che la domanda rivolta ai cittadini è stata formulata, più o meno, nei seguenti termini:”Sareste interessati a che gli uffici aprissero al sabato?”. Si è così indotto gli intervistati a ritenere che gli uffici fossero chiusi nella giornata prefestiva. Al contrario di ciò, attualmente i servizi demografici funzionano pienamente nell’ultimo giorno della settimana mentre la quasi (Segue “Un caso di scorretta...” da pag. #) totalità degli uffici comunali, provinciali e di altri enti e attività private osservano la chiusura nel week-end. Quando poi l’intervista si rivolge agli operatori non viene di fatto, consentito di esprimere in pieno il loro pensiero. Tutto ciò rappresenta probabilmente un cattivo modo di fare informazione ed esalta la potenzialità di manipolazione del mezzo (per esempio risulterebbero “tagliate” alcune espressioni degli operatori). Si è ripresa la circostanza indicata perché la stessa, riteniamo, rappresenta un esempio di come si possa distorcere la realtà a danno dei lavoratori, delle loro rappresentanze sindacali e, pure, dei cittadini. Ricordiamo infatti che presso il Comune di Piacenza le OO.SS. sono, di nuovo, in procinto di trattare la questione dell’orario di lavoro, la cui sperimentazione cessa a fine marzo, compreso l’orario dei servizi anagrafici, aspetto che è rimasto sul tavolo come tuttora non definito. La presente circostanza diventa così occasione per sottolineare le attese di tutela che gli operatori interessati, al pari di tutti gli altri operatori pubblici, nutrono nei confronti del Sindacato ma anche per ribadire il consapevole convincimento che queste loro attese si collocano pienamente negli interventi perseguiti dalle OO.SS. quali portatrici di interessi diffusi. Troppo spesso infatti, nel trattare le questioni del lavoro, la pubblica opinione ed i soggetti dell’informazione dimenticano la chiave di volta che unisce gli interessi dei lavoratori a quelli degli utenti. A nostro avviso questa unità si realizza in concreto attraverso la qualità del lavoro e del prodotto fornito. Se è vero che ogni persona realizza socialmente se stessa attraverso il contributo che dà agli altri a partire dalla propria attività di lavoro (anche se non è l’uomo per il lavoro ma, al contrario, il lavoro per l’uomo così come ci ha – di recente – ricordato il nostro Vescovo), è solo sottolineando il tema della qualità del lavoro che è possibile mettere a fuoco gli aspetti più importanti presenti in ogni organizzazione di lavoro ed il clima che, nelle medesime, si vive. Se questo approfondimento non si verifica, se si resta in superficie (come facilmente può accadere in un’epoca di estrema massificazione nella quale la stessa complessità si oppone ad ogni tentativo di analisi), allora diventa reale il pericolo che, ignorando il tema della qualità, possa verificarsi un deterioramento progressivo nei rapporti di lavoro tele da mettere a repentaglio il buon esito dell’attività stessa. Per tornare alla nostra situazione specifica intendiamo segnalare che spesse volte la nostra attività non ci pare pienamente avvertita per il suo reale contenuto forse perché – ingiustamente – ritenuta banale e priva di contenuti professionali. Desideriamo, al contrario, sottolineare che anche il nostro lavoro richiede impegno, professionalità e competenza. Ignorando gli aspetti tecnici che guidano tutto quello che facciamo ed anche le leggi di settore si forma spesso, l’abbiamo constatato, il convincimento che la nostra attività corrisponda ad una semplice erogazione di sportello volta a fornire sostanzialmente un prodotto pressoché unico. Ciò corrisponde ad una visione caricaturale del lavoro che ignora la complessità delle procedure che mettiamo in atto e non considera che per la maggior parte del tempo l’impegno riguarda operazioni di aggiornamento della maggior banca dati pubblica che esiste in ambito provinciale. Per restare sul piano della concretezza ed allo scopo di consentire che l’attività da noi condotta si realizzi con il maggior vantaggio per l’utenza, chiediamo alle OO.SS. in indirizzo di voler confermare se le stesse intendano tutelare la qualità delle prestazioni rese mediante: la messa a punto e il completamento dell’organico; il sostegno dello stesso nel periodo estivo a fronte di un maggior ricorso al servizio; la conferma delle modalità organizzative attuali che, così come in altri luoghi di lavoro (aziende private), consentono agli addetti di alternare differenti funzioni all’interno dell’orario giornaliero; la possibilità di seguire occasioni di formazione e aggiornamenti; la possibilità di fruire – al pari di tutti gli altri dipendenti – del riposo al sabato senza che questo comporti difficoltà all’utenza; il coinvolgimento nelle scelte di eventuale differente articolazione dell’orario di lavoro o di altri progetti. Ad avviso di chi scrive, infatti, le modalità operative fin qui seguite consentono di offrire la migliore qualità delle prestazioni rese sempre fatti salvi eventuali miglioramenti. Si resta in attesa di una cortese conferma del ricevimento della presente che verrà intesa quale concreto segnale di recepimento di una situazione di disagio che ha potuto, fin qui, essere contenuto senza trasferimenti sul corretto operare. Mentre si segnala la disponibilità per un incontro in proposito, si chiede di voler acquisire copia della cassetta registrata del programma in apertura richiamato allo scopo di verificare se, effettivamente, in tale occasione siano stati lesi gli interessi dei lavoratori. Copia della presente viene trasmessa ai Sigg. Segretari Confederali per le rilevanze generali ed al Sig. Presidente dell’Associazione Nazionale degli Ufficiali di Anagrafe A.N.U.S.C.A. Grati per l’attenzione si porgono distinti saluti Gli operatori del Servizio Anagrafe del Comune di Piacenza Risponde Paride GULLINI, presidente ANUSCA. Ringrazio per il coinvolgimento di ANUSCA da parte degli operatori dei servizi demografici di Piacenza, che, giustamente delusi dalla solita “caricatura” che si fa del servizio d’anagrafe nei mass-media (e, nello specifico caso, da Telelibertà di Piacenza), hanno sentito il bisogno di far sentire la loro voce. Com’è detto chiaramente nella precisazione inviata ai sindacati e per conoscenza all’ANUSCA, non ha senso sollecitare l’apertura degli uffici al sabato, quando il servizio è notoriamente operativo (anche se il solo di tutti gli uffici pubblici). Poi, il malvezzo di manipolare la comunicazione, eliminando le voci contrarie degli operatori. Il che ha prodotto una plateale disinformazione che andava segnalata all’emittente piacentina. Cosa, questa, che si può sempre fare con l’esplicita richiesta di riparare alla disinformazione causata dal servizio televisivo. In merito a quel motivato risentimento, rivolto ai sindacati, che traspare dalla lettera, sentiamo di dovervi tutta la nostra solidarietà, poiché anche nell’area del sindacato ci sono dei ritardi nella conoscenza del processo di trasformazione che ha coinvolto i servizi demografici negli ultimi anni. Quindi, troviamo legittimo segnalare come l’attività dei servizi demografici “non ci pare pienamente avvertita per il suo reale contenuto”. E ribadire che “anche il nostro lavoro richiede impegno, professionalità e competenza”. E’ come dire: guardate meglio a quello che facciamo e “tutelate le qualità delle nostre prestazioni”. L’abbiamo già detto in più occasioni: abbiamo delegato troppo. Da tempo invitiamo i colleghi ad essere attivi nel sindacato per fare sentire la nostra voce, perché manca una conoscenza del nostro lavoro. E’ questa una convinzione che abbiamo maturato incontrando i rappresentanti nazionali del sindacato. Bene quindi hanno fatto i colleghi a chiedere “un incontro” ed a sollecitare la tutela del sindacato nel caso “siano stati lesi gli interessi dei lavoratori”. Come ANUSCA abbiamo gli elementi che testimoniano l’intensità e l’ampiezza della formazione professionale rivolta ai servizi demografici, per evidenziare che abbiamo le carte in regola e che nel pubblico impiego siamo fra gli operatori che più si aggiornano. E’ evidente che questa realtà può anche non essere nota a Telelibertà, ma i sindacati hanno il dovere di conoscerla perché si svolge tra la massima pubblicità.
SAN GIOVANNI BIANCO. Sono numerosi i Comuni che in gennaio hanno aderito all’ANUSCA scegliendo la quota “B”, che garantisce all’ente associato, oltre a tutti i vantaggi della quota base “A”, due servizi innovativi che agevolano il lavoro degli operatori del nostro settore: il “manuale on-line” dei servizi demografici e la “banca dati” della legislazione inerente. Tra questi, segnaliamo il Comune di San Giovanni Bianco (5000 abitanti, in provincia di Bergamo) che, come ci ha comunicato Eugenio Tassis, responsabile dei Servizi Demografici, per la prima volta ha aderito all’ANUSCA. Diamo il benvenuto al Comune lombardo, ringraziandolo per la fiducia accordata alla nostra associazione. CLUSONE. Con i “migliori auguri per il raggiungimento di traguardi ancor più significativi e ambiziosi” che il sindaco Guido Giudici ha inviato al presidente ANUSCA Paride Gullini, il Comune di Clusone (Bergamo) ha rinnovato l’adesione all’associazione scegliendo la quota “B”, con determina anche per anni successivi. Oltre alla quota per l’ente, Clusone ha versato le quote per cinque operatori dei Servizi Demografici. Il sindaco Giudici ha sottolineato che “il riconoscimento attribuito dagli Organi centrali, è il risultato dell’eccezionale contributo d’idee e d’iniziative che ANUSCA ha prodotto dal 1980 ad oggi. L’associazione si è sempre dimostrata attenta a cogliere gli aspetti più qualificanti ed a proporre i miglioramenti necessari, grazie all’opera continua e puntale del presidente Gullini, che ha privilegiato e sostenuto le attività d’aggiornamento e qualificazione professionale sul territorio”. TRENTO. Il successo della quota “B” proposta nel tesseramento 2003, è confermato da Comuni importanti, ad esempio Trento. Come ci ha comunicato la dr.ssa Chiara Morandini (dirigente dei Servizi Demografici), “con determinazione n°11/15 del 20.01.03, è confermata l’adesione del Comune di Trento all’ANUSCA”. CACCAMO. Dal Nord alla calda Sicilia. Anche il Comune di Caccamo (Palermo) ha rinnovato l’adesione all’ANUSCA per il 2003 scegliendo di versare la quota “B”. Non solo, il Comune palermitano ha confermato la propria fiducia nell’associazione, versando la quota 2003 anche per due dipendenti, come ci ha comunicato il dr. Salvatore Priolo, responsabile dei Servizi Demografici. SAN BENEDETTO DEL TRONTO. Anche la città che nel 1999 ha ospitato il 19° Convegno nazionale dell’ANUSCA, San Benedetto del Tronto, ha scelto per l’adesione 2003 la quota “B”. La città delle palme ha versato anche la quota per dieci dipendenti, come segnalato dal dr. Franco Ruggieri, dirigente del settore Servizi Demografici e P.M. del Comune marchigiano. DREZZO. Tra le “new-entry” del 2003, va certamente segnalata l’adesione del Comune di Drezzo (Como). Drezzo ha meno di mille abitanti (997) ed ha scelto la quota “B”, quella che comprende tutti i servizi di ANUSCA. Un ringraziamento al sindaco Lorenzo Canepa ed agli assessori Tolettini, Corti, Dorigo e Mazza, al responsabile del servizio demografici Alessia Stefanetti ed al segretario comunale Filippo Ballatore. SAN PIETRO MUSSOLINO. Dalla provincia di Vicenza, precisamente dal Comune di San Pietro Mussolino (1500 abitanti), è arrivata la fotocopia della determina riguardante l’adesione all’ANUSCA dell’ente vicentino. Ringraziamo anche questo piccolo Comune per la fiducia rivolta all’associazione. PIAN DI SCO’. In occasione del corso d’aggiornamento professionale che si è tenuto ad Arezzo il 29 gennaio, Evandra Benini, responsabile dei Servizi Demografici del Comune di Pian di Scò (5322 abitanti, in provincia di Arezzo), ha proposto al proprio ente di aderire alla nostra associazione. Anche in questo caso si tratta di una “new entry”. Un doveroso benvenuto al Comune di Pian di Scò, con l’auspicio che altri Comuni toscani non iscritti all’ANUSCA possano fare altrettanto nel 2003. BITETTO. Segnali di un incoraggiante “risveglio” del meridione giungono dalla provincia di Bari, in particolare dal Comune di Bitetto (10.000 abitanti) che, come ci ha fatto sapere il responsabile del settore SS.DD. Giorgio Gatti, oltre alla quota associativa per l’ente, ha versato anche quella per cinque operatori dello stesso Comune barese. TERLIZZI. Il responsabile dei Servizi Demografici del Comune di Terlizzi (Bari) ci ha trasmesso copia della determina dalla quale si evince che il Comune barese (27.000 abitanti) ha rinnovato l’adesione all’ANUSCA per l’anno 2003.
In diverse occasioni ANUSCA ha potuto evidenziare e testimoniare l’impegno preciso e pragmatico sui progetti di e-government e su soluzioni preordinate alla semplificazione delle procedure ed al miglioramento dell’efficacia, efficienza e qualità dei servizi resi all’utenza. Uno dei progetti a cui ANUSCA tiene particolarmente è sicuramente quello del domicilio virtuale, sviluppato con la collaborazione tecnica di POSTECOM SPA– del Gruppo Poste Italiane ed attualmente sperimentato dai Servizi Demografici del Comune di Cesena. La soluzione e-government che ANUSCA e Postecom hanno proposto al Comune è articolata in una architettura tecnica, logistica e organizzativa attraverso la quale si consente di dotare gratuitamente ogni cittadino di una casella di posta elettronica identificata la quale viene attribuita solo previa identificazione appunto del richiedente e su cui l’ente può veicolare servizi e informazioni. Nel corso del recente Forum dei Direttori Generali che si è tenuto a Cesena il 7-8 febbraio si è potuto analizzare lo stato di avanzamento del progetto e le ulteriori strategie che l’Ente si sta accingendo a realizzare. Dal 1 Novembre dello scorso anno si è aperto uno specifico ufficio all’interno dell’Anagrafe dove il cittadino riceve tutte le informazioni sul servizio di posta elettronica e dove può ottenere i codici provvisori per attivare la propria e-mail. La casella è unica ed univoca in quanto generata sulla base dei dati prelevati dall’anagrafe: nome, cognome e codice fiscale, ovviamente validato dal Ministero delle Finanze. Con la registrazione presso il portale www.poste.it, il cittadino oltre ai diversi servizi del Gruppo Poste Italiane, potrà accedere on line anche ai servizi che l’amministrazione comunale intende esportare sul WEB. Da quanto appreso dal Dirigente dei Servizi Demografici, dott. Carlo Gualtieri e dal Responsabile, dott. Alessandro Francioni, il progetto sta iniziando ad ottenere un discreto successo nella cittadinanza. In tre mesi di sperimentazione sono state richieste più di 300 caselle di posta elettronica P.E.I. su cui il Comune ha iniziato a veicolare i primi servizi. In particolare, il cittadino di Cesena ha cominciato a ricevere le newsletter sui servizi e sulle scadenze amministrative del Comune. Una seconda newsletter attiene alla cultura; il cittadino, titolare della casella e.mail, può essere aggiornato sulle mostre, spettacoli ed eventi che si presentano sul territorio comunale. Nel corso dell’anno si potrà potenziare il servizio con una messaggistica legata a parametri personalizzabili, quali l’età, il titolo di studio, la professione, il quartiere. Nell’ambito dei servizi erogati direttamente dai Servizi Demografici particolare interesse potrebbe destare quello che consentirà l’erogazione della certificazione anagrafica e stato civile in formato digitale con sottoscrizione dei documenti informatici attraverso la firma digitale degli ufficiali. Previa comunicazione con il Ministero dell’Interno, il Comune Servizi Demografici potrà consentire al cittadino di richiedere e ricevere la ordinaria certificazione senza recarsi in ufficio. L’utente registrato potrà, infatti, richiedere on line l’inoltro dei certificati anagrafici e degli estratti di stato civile. Tutto il servizio sarà strutturato sulla Rete. Il cittadino potrà richiedere l’ordinaria certificazione attraverso un messaggio di posta elettronica; nella e-mail dovrà specificare la tipologia e il numero di certificati o estratti. L’Ufficio provvederà a recapitare gratuitamente al domicilio virtuale, il documento anagrafico in forma digitale con la sottoscrizione elettronica dell’ufficiale d’anagrafe o di stato civile, così come il T.U. sulla documentazione amministrativa disciplina negli artt. degli artt. 10, 22, 23, 25 del d.P.R. 28/12/2000 n. 445 ed artt. 2 e 6 del d.lgs. 23/01/2002 n. 10. Il richiedente potrà quindi verificare sia il contenuto del documento amministrativo sia la veridicità della sottoscrizione attraverso un software gratuito “scaricabile” dal sito di www.poste.it. Il documento informatico sarà perfettamente valido e avrà la stessa efficacia del certificato su carta. Il servizio sarà in una prima fase, riservato agli estratti ed ai certificati esenti dall’imposta di bollo. I certificati anagrafici e di stato civile saranno completamente gratuiti proprio per incentivare il cittadino ad avvicinarsi a questa modalità di accesso. Un secondo servizio che il Comune di Cesena si sta accingendo ad esportare sul WEB attiene al Cambio indirizzo che potrà essere dichiarato dal proprio domicilio senza necessità di recarsi in Anagrafe. Ovviamente si sta cercando di sperimentare non solo servizi per i cittadini ma anche soluzioni applicabili all’interno degli uffici demografici. Quindici comuni della provincia di Forlì-Cesena si sono già dotate di un dispositivo di firma sicura e a breve inizieranno a sperimentare le firme digitali per l’inoltro di documenti in maniera telematica. Prossimamente inizierà una uguale fase di test sulla posta certificata. In particolare, il Comitato provinciale ANUSCA delle provincia di Forlì-Cesena, si è posto l’obiettivo di iniziare ad utilizzare le firme elettroniche per lo scambio di documenti informatici. Con il protocollo di posta certificata, lo scambio sarà perfettamente a norma dell’art. 14 del T.U. 445/2000 in quanto si fornirà al mittente la certezza legale della consegna del messaggio attraverso la firma digitale apposta dal destinatario sulla ricevuta elettronica.