
Anno XII - supplemento al n.2/2001
Si avvicina la data dell’annuale convegno nazionale che quest’anno è stato anticipato al 18-19-20-21 settembre, in quanto in ottobre si terrà il censimento generale della Popolazione, e si fa quindi urgente la verifica degli adempimenti amministrativi per consentire agli operatori di non perdere l’appuntamento di Andalo, la località di alta montagna che quest’anno rende ancor più affascinante l’originaria consuetudine di evento itinerante nelle più belle località della nostra penisola. Ad Andalo, dove esistono attrezzature congressuali e una rete alberghiera di prim’ordine, porteremo in discussione le tematiche sulle tante novità introdotte nel nostro settore. Lo faremo con la più grande disponibilità per assicurare un confronto sui servizi demografici del futuro. Tutti ci rendiamo conto di essere di fronte ad una nuova frontiera che modificherà sostanzialmente il nostro lavoro e mai come oggi serve un confronto leale e sereno verso il nuovo che avanza, per saperne cogliere tutti gli aspetti positivi e tradurli in comportamenti operativi adeguati. Sarà un momento di verifica, che nulla deve togliere alla dinamicità del settore, che semmai deve essere assecondata e finalizzata alla compatibilità del servizio, senza preclusioni o timori che possano frenare il processo di rilancio dei nostri servizi, che mai come oggi sono fondamentali per il più complessivo rinnovamento della Pubblica Amministrazione. In una parola: non ostacoliamo il nuovo che avanza, ma nel contempo dobbiamo sentirci più coinvolti nel rivendicare il diritto di poter lavorare con adeguate attrezzature informatiche, il personale necessario e soprattutto con una professionalità riconosciuta. Sono questi alcuni concetti che il Ministro dell’Interno, tramite le Prefetture, segnala ai Comuni con la Circolare del 26 aprile n°7/2001, circa i nuovi compiti in materia di Anagrafe e Stato Civile, le cui competenze passano dal Ministero della Giustizia al Ministero dell’Interno. I nostri operatori, non sempre rispettati nella loro professionalità, debbono sapere che è in atto “ un cambiamento di rotta”, a cui anche i Comuni sono chiamati a collaborare, avvalendosi “di strumenti tecnologicamente avanzati, economicamente vantaggiosi e competitivi a livello internazionale”. Si riconosce inoltre che “gli operatori nel settore anagrafico e dello Stato Civile sono oggi obbligati, oltre che a compiere uno sforzo non indifferente per adeguarsi ai numerosi e sostanziali mutamenti nella gestione diretta delle competenze, a soddisfare un maggior numero di esigenze informative, causa la semplificazione amministrativa, con l’effetto di ammaliare quantitativamente e qualitativamente la figura dell’operatore”. Mai riconoscimento fu tanto esplicito, che diventa una vera e propria direttiva quando si invitano le Prefetture a vigilare “sull’attività in tali materie dei Comuni delle rispettive provincie” poiché lo scenario “comporta la massima attenzione da parte di tutti gli attori coinvolti e richiede che gli uffici incaricati della gestione dell’Anagrafe e dello Stato Civile siano ulteriormente rafforzati e adeguatamente provvisti di personale qualificato”. Ecco, cari colleghi alcune considerazioni su cui dovremo indugiare, per comprendere quale sia la nuova frontiera che sta dietro ai “nuovi compiti in materia di anagrafe e stato civile”. Questo capitolo che riguarda tutti, nessuno escluso, dobbiamo saperlo approfondire poiché è in questa filosofia, fortemente voluta da ANUSCA, che sta la dimensione e la qualità del nostro lavoro per gli anni a venire. Il convegno con tutto il suo programma di relazioni, dibattiti e confronti e i suoi intrattenimenti che ne fanno un evento unico, deve spronare gli operatori a non perdere quest’occasione volta a disegnare “una nuova figura dell’operatore demografico” che ne fa un soggetto fra i più specializzati del Comune. E’ quindi più che legittima una riconsiderazione in materia di qualificazione che si concretizzi in un livello economico compensativo dello sforzo assicurato dagli operatori per adeguarsi alle nuove normative tanto richiamate nella circolare del Ministero. Ecco un traguardo da ascrivere fra gli obiettivi professionali e salariali del prossimo convegno di Andalo che si preannuncia importante per tutti gli operatori demografici.
Finalmente un riconoscimento speciale e giusto a tutti gli operatori dei servizi demografici chiamati a prestare lavoro straordinario la domenica delle elezioni. Questo personale, oltre a percepire un compenso orario maggiorato del 50%, avrà diritto al riposo compensativo corrispondente alle ore prestate. Il riposo non potrà essere superiore ad una giornata lavorativa anche se le ore di straordinario effettivamente rese dovessero essere quantitativamente maggiori di quelle corrispondenti alla durata convenzionale della giornata lavorativa ordinaria. In pratica anche se la domenica delle elezioni saranno prestate più di sei ore di lavoro straordinario, si avrà diritto al compenso, maggiorato del 50%, per tutte le ore effettivamente prestate, ma al riposo compensativo di una sola giornata. La definirei una "piccola, grande conquista"; è naturale che questo non ci basta, perché gli obiettivi che si pone l'ANUSCA sono molto più ambiziosi e puntano ad un riconoscimento vero e definitivo dell'importanza delle funzioni delegate esercitate dagli ufficiali di stato civile, anagrafe ed elettorale. Ma è anche vero che questa norma contrattuale costituisce un altro importante tassello sulla strada, difficile ma non impossibile, della piena affermazione della specifica professionalità dei dipendenti dei servizi demografici con deleghe che conferiscono loro piena responsabilità anche verso l'esterno. Quanto alla decorrenza di questa norma, voglio sperare che non si ripetano gli errori commessi da interpreti frettolosi e poco rispettosi dei diritti dei lavoratori, per una questione molto recente e per certi versi ancora aperta: mi riferisco allo straordinario prestato dai dipendenti in posizione organizzativa nelle elezioni del 2000 e alla controversa interpretazione della decorrenza dell'art. 39 del CCNL del 14.9.2000. L'art. 16 del CCNL siglato per il biennio economico 2000/2001 mi sembra chiaro fin dalla sua intitolazione: "integrazione della disciplina del lavoro straordinario elettorale", e soprattutto dall'affermazione del comma 1: "all'art. 39 del CCNL successivo a quello dell'1.4.1999 e sottoscritto il 14.9.2000 è aggiunto il seguente comma 3:" (segue la previsione contrattuale sopra descritta e commentata). Ritengo quindi che tale normativa si applichi anche alle consultazioni elettorali del 2001 e, comunque, per tutte le domeniche in cui si è dovuto prestare servizio per motivi legati ad una qualsiasi consultazione elettorale. Tuttavia, poiché non mancheranno i sostenitori della decorrenza dal giorno dell'entrata in vigore di tale accordo, credo che la questione si possa facilmente risolvere con un accordo decentrato a livello di singolo ente che consenta l'applicazione di questa normativa anche per le consultazioni della primavera 2001. E' evidente che in questo caso occorre anche il consenso della delegazione di parte pubblica e cioè dell'amministrazione comunale; speriamo che in ogni caso prevalga il buon senso. Va notato infine che questa particolare disciplina trova applicazione anche nei confronti del personale incaricato di posizioni organizzative.