
Servizio elettorale
Maturi i tempi del cambiamento
di Umberto Coassin
"Rialzare il numero dei seggi laddove sono stati registrati gravi ritardi nella comunicazione dei dati. Una maggiore preparazione dei presidenti responsabili delle operazioni di voto, potenziamento e l'utilizzo sempre più massiccio dei sistemi tecnologici avanzati" (da ItaliaOggi - pag. 2 - Venerdì 21 Aprile 2000 "Il Viminale corre ai ripari"). Queste le innovazioni suggerite dal vertice tecnico al Ministro dell'Interno dopo le regionali per rendere più snelle le consultazioni.
Il voto è la fase conclusiva di un complesso procedimento elettorale preparatorio alle elezioni. E' tutto questo procedimento che deve essere innovato, non solo quello di votazione.
Lo evidenzia e sottolinea molto bene anche il nostro presidente Paride Gullini, sempre su ItaliaOggi, di Venerdì 19 Maggio 2000, pag. 59, nell'articolo "Liste elettorali, comuni senza colpe", nella parte in cui afferma di credere che "siano ormai maturi i tempi per una riflessione complessiva in materia elettorale ..... partendo proprio della tenuta delle liste, rispetto alle quali per l'iscrizione occorre una manifestazione di volontà del cittadino ..... specie per i cittadini all'estero".
Purtroppo dobbiamo constatare che le grandi riforme amministrative avviate con le leggi Bassanini hanno, sinora, quasi del tutto ignorato la revisione e semplificazione dei procedimenti elettorali.
Invece il legislatore dovrebbe rendersi conto che l'obiettivo dell'ammodernamento delle procedure di voto non è un obiettivo minore e magari trascurabile nel quadro complessivo delle riforme in atto. Anzi. In un sistema democratico, infatti, il procedimento elettorale è la prima sede in cui si attua la partecipazione popolare all'esercizio del potere: è dunque di essenziale importanza che questo procedimento sia efficiente, corretto, credibile.
Il processo di semplificazione potrebbe iniziare dalle proposte di revisione delle vigenti norme per la disciplina dell'elettorato attivo, la tenuta e revisione delle liste elettorali, contenute nel progetto governativo (ddl n. 2652) presentato alla Camera dei deputati il 6 giugno 1981. Progetto per quel tempo estremamente innovativo, ma ancora, a nostro avviso, di grande attualità.
Per chi non lo ricorda quel disegno di legge prevedeva l'abolizione delle liste generali, la stampa di quelle sezionali solo in occasione delle consultazioni, la soppressione delle commissioni elettorali comunale e circondariale (a quel tempo mandamentale) e l'istituzione, in analogia a quanto già avviene in materia anagrafica e di stato civile, della figura dell'ufficiale elettorale.
Il perentorio affermarsi, nel frattempo, dell'informatizzazione delle procedure, avvia anche l'opportunità di unificare gli schedari anagrafico ed elettorale, per giungere a un unico schedario informatizzato da cui estrarre, in qualsiasi momento, l'elenco (non chiamiamola lista!) degli elettori di ciascuna sezione elettorale da consegnare ai presidenti di seggio per le operazioni di voto, sino a giungere gradualmente all'eliminazione completa anche degli elenchi sezionali, sostituendoli con un database degli elettori inserito in un PC (vedasi l'esperimento realizzato dal Comune di San Benedetto del Tronto). Riteniamo, inoltre, inutile l'impianto e la tenuta dei fascicoli personali e l'effettuazione di qualsiasi revisione elettorale (tesi che illustreremo in un nostro prossimo intervento).
Vanno pure rivisti gli adempimenti inerenti l'elettorato passivo, con particolare attenzione alle procedure di presentazione e ammissione delle liste e delle candidature, per ridurne la complessità e numerosità, e aggiornata la normativa che disciplina la propaganda elettorale. Le norme che stanno alla base della legge n. 212 del 1956 risultano, infatti, limitate a forme ormai marginali di propaganda.
E' indubitabile, poi, che la preparazione e la consegna a ciascun elettore del certificato elettorale costituisca la più pesante e costosa operazione che i comuni devono portare a termine entro brevi termini in occasione di ogni consultazione popolare. Ma quella che viene indicata dal legislatore come la massima conquista: la tessera elettorale in sostituzione del certificato, ci lascia però qualche dubbio. Significativo al riguardo è quello che è avvenuto nella vicina Svizzera la quale, dopo aver introdotto e sperimentato la tessera elettorale cartacea, l'ha subito ritirata per le complicazioni e le disfunzioni che aveva ingenerato. Solamente in una prospettiva di voto informatizzato si potrà pensare a un documento elettronico, (e nel caso, per evitare duplicazioni, la prevista carta d'identità digitale), con funzione sostitutiva del certificato elettorale.
Vanno, altresì, innovate le procedure di votazione e di scrutinio, risolvendo dapprima l'annosa questione del voto degli italiani all'estero. Non va trascurato, accanto agli aspetti tecnici, l'elemento umano del procedimento, rappresentato da presidenti, segretari e scrutatori, le cui funzioni presso i seggi sono estremamente delicate, prevedendo, per i designati, dei brevi corsi di istruzione da tenersi alla vigilia di ciascuna elezione.
Infine va dato impulso alla sperimentazione delle moderne tecnologhie elettroniche di voto e di scrutinio, (tenuto conto dei limiti intrinsechi dell'attuale gestione manuale), sulla base dei diversi e già collaudati sistemi realizzati sia in Italia che all'estero, senza trascurare, comunque, le possibili reazioni degli elettori.
Pur tenendo presente l'oggettività di alcuni problemi che ancora frenano il decollo del cambiamento nel servizio elettorale, esprimiamo la convinzione di credere molto in una battaglia di modernizzazione e semplificazione.
I nuovi SS.DD. si fanno con il consenso degli operatori
I ventanni dellassociazione si vanno concretizzando con un aumento sensibile delle adesioni. Sarà leffetto delle celebrazioni che ci apprestiamo ad organizzare durante il nostro Convegno Nazionale, ma gli ultimi dati confermano un aumento di tessere ANUSCA sia nel settore degli operatori che in quello dei Comuni. Più di tremila i primi e vicino alle 2500 adesioni i secondi. Si tratta di dati in movimento che anticipano una tendenza positiva la cui conferma si avrà con il convegno di Bellaria, dove attendiamo una forte partecipazione che potrebbe anche arrivare intorno alle duemila unità.
Insomma si annuncia un grande evento, nel quale saranno discussi tutti i principali temi che impegnano gli operatori dei servizi demografici per niente rassegnati a subire una situazione che al momento penalizza la loro professionalità. A quanti hanno frainteso la riforma, scambiandola come una mera operazione di risparmio; o che smantellano o riducono larea dei servizi demografici, contrapporremo un progetto di riorganizzazione che, come vuole anche la Funzione Pubblica, valorizzi il ruolo dellanagrafe e dello stato civile.
In proposito è stato costituito un gruppo di esperti ANUSCA con alcuni direttori generali e segretari comunali che saranno coordinati da una azienda che cura lorganizzazione dei Comuni per redigere proposte operative per i servizi demografici del dopo riforma.
Sarà questo il nostro contributo allinnovazione di un settore del pubblico impiego nel quale abbiamo, nel tempo, investito moltissimo.
La sede del Convegno Nazionale è lambito, autorevole, per porre con forza le nostre proposte che ci vengono dalle tante sollecitazioni degli operatori, il più delle volte esasperati per improvvisi cambi di ruoli e incomprensibili disconoscimenti della professionalità.
In queste poche righe ci sono le ragioni di tutto il malcontento di un settore che deve sempre più trovare la forza di impegnarsi per unazione comune di chiarimento e di riorganizzazione di un servizio che deve sapersi rinnovare per aderire alle esigenze della nuova società.
Da qui lesigenza di rafforzare lassociazione, raccogliendo più adesioni e impegnandosi per partecipare al Convegno Nazionale di Bellaria del prossimo 17-20 ottobre.
Ci saranno indicazioni utili per tutti. Pensiamo alla ricerca dellIstituto Cattaneo che formulerà un quadro del tutto nuovo dei servizi demografici, frutto di unintervista a duemila comuni. Sarà per gli operatori un leggersi attraverso la radiografia del lavoro di tutti i giorni. Non sarà unindagine fine a se stessa, ma unanalisi corretta e rigorosa di un settore potenzialmente indispensabile per unamministrazione pubblica più efficiente.
Assicurarsi quindi di aver rinnovato la fiducia ad ANUSCA, essere tra i partecipanti del Convegno Nazionale è la condizione per fare dellevento una grande manifestazione di proposte atte a modificare la tendenza al decadimento in corso nei servizi demografici.
Sono questi richiami forti che facciamo consapevolmente per interrompere una deriva che danneggia, oltre ai servizi demografici, il processo di riforma avviato con la semplificazione amministrativa.
Concludiamo evidenziando come in questa difficile fase sia ancora possibile volgere le cose a nostro favore. In questi anni di crescita dellassociazione, che ha visto riconosciuto il proprio ruolo quale Ente Morale nellambito della professionalità di una categoria di lavoratori per troppo tempo tenuta allangolo, abbiamo scoperto una vitalità eccezionale; il che ci fa dire che se avremo unassociazione più rappresentativa, se al convegno nazionale proporremo con la necessaria fermezza le nostre proposte di rinnovamento dei servizi demografici, abbiamo ragione di credere che il nostro orizzonte non sarà più così fosco.
E una battaglia da fare insieme mettendo in campo le nostre migliori risorse. Ma questo non basta se non ci sarà lappoggio degli operatori ai quali è demandato tutto il peso di una seria e funzionale riorganizzazione dei servizi demografici.